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Nuove creature, la stagione del teatro Everest Opinion leader

Perciò rimandiamo ad altre sedi i nostri articolati pensieri sul disastrato momento che stiamo attraversando. Diamo uno sguardo
acceso e presente al nostro teatro, il Teatro Everest, definiamolo senza paura teatro temporaneamente aperto, teatro vivo per
incoscienza.  Possiamo e vogliamo fare cose grandi. Da grandi. Ma ci riserviamo un diritto, il diritto all ’errore. Amiamo la nostra stagione, ma non pretendiamo che piaccia a tutti. Crediamo in ogni singola scelta quando prepariamo uno spettacolo o quando chiamiamo una compagnia a partecipare al nostro viaggio – questo sia chiaro – ma alla fine sappiamo che il giudizio lo danno il pubblico, i giornali, la critica. Possiamo sbagliare. Possono sbagliare. Potete sbagliare. Diamoci questa libertà come organizzatori, come registi, come attori.

Diamoci questa libertà anche come pubblico. è bello, lo sarebbe. Andiamo a vedere uno spettacolo, paghiamo 10 o 15 euro 
di biglietto. Guardiamo. Sentiamo. Speriamo che ci piaccia. Rischiamo anche. Rischiamo che ci annoi, ci disgusti, ci faccia
arrabbiare. Sarebbe solo un errore. Ne abbiamo diritto tutti, mentre cresciamo, mentre maturiamo, mentre invecchiamo, ne
abbiamo diritto tutti davvero. è in malafede chi ci insegna il contrario.

Il teatro ha una sua fortuna, la scatola nera cambia ogni sera, cambia la compagnia, cambiano gli attori, recuperiamo la
verginità ad ogni appuntamento. Proprio questo è il fil rouge della nostra Nuove Creature: l ’amore per le storie raccontate sul
palcoscenico, la passione per chi le racconta, il rispetto per chi le ascolta Perciò seguite la nostra stagione così come l’abbiamo preparata: pronti alla rissa, incoscienti, giovani, sfrontati, belli, sereni, pronti all ’errore. Niente è irrecuperabile, tranne la fine dei giochi. Ma noi siamo spavaldi e di giocare abbiamo ancora tanta e tanta voglia.

Leonardo Venturi
Responsabile Ufficio Stampa Teatro Everest


Siamo stanchi di diventare giovani seri,
o contenti per forza, o criminali, o nevrotici:
vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare
qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare.
Non vogliamo essere subito già così sicuri.
Non vogliamo essere subito già così senza sogni
Pier Paolo Pasolini

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