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Nuove tecnologie e comunicazione della scienza Internet, Opinion leader

Sulla scienza, così come su molte altre attività umane, gli effetti della rivoluzione tecnologica basata su Internet si sono riverberati prima che altrove e con maggiore forza. Tanto che il mondo della ricerca, che si basa sulla comunicazione e sullo scambio di informazioni, usa ormai a piene mani gli strumenti collaborativi che costituiscono il cuore della produzione di contenuti in rete, e che vanno ormai sotto il nome di Web 2.0.
Tuttavia, l'idea di scienza come perseguimento di una “conoscenza pubblica”, che oggi può sembrare naturale, è in realtà il frutto di dinamiche sociali ed economiche complesse e stratificate. Le trasformazioni della scienza contemporanea, legate strettamente alle innovazioni introdotte dall'uso della rete, stanno complicando il quadro, soprattutto in virtù del fatto che mettono in comunicazione non solo il mondo accademico con quello della ricerca privata, ma anche la comunità scientifica con i cittadini, i quali a loro volta si trovano spesso a discutere di scienza, con o senza gli scienziati. Questi mondi sono sempre più spesso comunicanti e con ogni probabilità anche il confine tra scienza aperta e chiusa andrà riconsiderato. Davanti a una situazione così fluida, in continuo mutamento ed evoluzione, gli esperti da una parte e i loro pubblici dall’altra si pongono una serie di domande a cui non è ancora possibile dare risposta. Gli strumenti del Web 2.0 sono veramente in grado di attivare processi collaborativi? La comunicazione pubblica della scienza è più complessa da quando chiunque può aprire un blog, parlare di scienza al mondo e discuterne con esso, anche senza averne (almeno apparentemente) le competenze necessarie?
Sono innumerevoli gli strumenti e le pratiche del Web 2.0 che stanno modificando i processi di comunicazione della scienza e che meritano studi ed analisi approfondite, proprio con lo scopo di comprenderne il ruolo nel rapporto fra scienza e società in generale e nella costruzione dell’immaginario scientifico in particolare. Fra i primi ad aver visto la luce, troviamo per esempio i blog scientifici, un fenomeno in crescita rapidissima e che sta prendendo piede anche all'interno di riviste autorevoli come “Nature”, che tempo fa ha inaugurato il suo network di blog gestiti da scienziati. I blog scientifici sono davvero un media ibrido, usato per parlare, o meglio conversare, con il pubblico generico, ma anche per scambiare conoscenze in modo informale con gli altri ricercatori.
Ma la rete, risorsa imprescindibile per la scienza e la società contemporanee, non è solo un mero strumento tecnologico: è anche un campo in cui si scontrano visioni diverse di cosa sia la scienza e di quali siano i suoi scopi sociali. Un campo che vive certamente di comunicazione e che occorre studiare in modo approfondito, senza ignorarne le contraddizioni e i punti deboli, ma anzi, proprio con lo scopo di evidenziarli perché dalla conoscenza di questi si possano trarre nuovi punti di forza e ulteriori sviluppi.

 

Emiliano Ricci

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