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Nuovi ritrovamenti alla Villa Romana di Limite sull’Arno Cultura

Limite sull’Arno – Limite sull’Arno come Costantinopoli, capitale dell’Impero Romano d’Oriente. E’ questo il paragone azzardato durante la conferenza stampa di presentazione dei ritrovamenti della nuova campagna di scavi presso il sito Oratorio-Le Muriccia di Limite sull’Arno. A presentare le novità, il Professor Federico Cantini, associato di Archeologia Medievale all’Università di Pisa, assieme alla Dottoressa Beatrice Fatighenti ed agli otto ragazzi/e che stanno conducendo i lavori come tirocinio nell’ambito del proprio percorso di studi. Gli studenti sono ospitati in locali messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale, che si occupa anche del vitto giornaliero. 

Per il Comune, sono intervenuti il Sindaco Alessandro Giunti e l’Assessore alla Cultura Rosanna Gallerini“Siamo molto contenti di trovarsi di nuovo qui per parlare della Villa Romana, che già ci ha dato tante soddisfazioni nel 2015 ed ancora prima con il mosaico della scena di caccia al cinghiale. Ho voluto fortemente lo scavo perché è importante conoscere a fondo il proprio territorio per prendere le migliori decisioni nell’ottica della valorizzazione. Stiamo procedendo nell’acquisizione del terreno adiacente, vogliamo nel tempo realizzare un percorso di visita per i turisti e far conoscere nel mondo il tesoro che abbiamo. Ci tengo a ringraziare Andrea Bellucci e la ditta Vema per la disponibilità dimostrata”, ha commentato il Sindaco. 

Secondo gli ultimi studi sullo scavo, il complesso monumentale appartenuto all’aristocratico romano Vettio Agorio Pretestato, Governatore della Tuscia e dell’Umbria nel periodo precedente al 362 d.C. e Prefetto dell’Urbe fino al 384, anno della sua morte, aveva una struttura esagonale centrale con numerose sale circostanti, con altezza di circa 15 metri e diametro di 30. 

La scena di caccia al cinghiale, era collocata nel salone centrale in cui il padrone di casa sedeva e riceveva gli ospiti su un tavolo semicircolare rivolto verso il mosaico. 

“Possiamo senza dubbio paragonare questa Villa ad altre che si trovano soltanto a Costantinopoli, considerando anche le dimensioni eccezionali del complesso e lo stato di conservazione. Gli scavi di quest’anno stanno confermando l’ipotesi di una struttura importante sul piano internazionale, come altre presenti nelle città capitali dell’Impero tardo-antico. D’altronde, bisogna pensare anche al prestigio del proprietario, che volle una villa proporzionata al suo rango in cui trascorrere le giornate nell’Otium, rimproveratogli da Simmaco in un passaggio del suo Epistolario. Ci sono buone prospettive per il sito, perché è un unicum nel territorio ed anche a livello sovranazionale; è fondamentale la conoscenza approfondita come prerequisito per una futura valorizzazione”, ha affermato il Professor Cantini. 

Nelle ultime settimane, è venuta alla luce anche l’area termale della villa, con le sospensioni in mattoncini che reggevano la vasca posizionata accanto al forno che riscaldava l’ambiente. Considerando queste scoperte ed i resti degli intonaci e delle lesene di marmo che scandivano le decorazioni pittoriche delle pareti, si capisce meglio il valore del sito, che potrebbe costituire un volano per il turismo di Capraia e Limite e dell’intero territorio dell’Empolese-Valdelsa. 

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