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Nuovo aeroporto, Cgil: “Il progetto di sviluppo non è sostenibile” Breaking news, Economia

Firenze – Non vuole che si interpreti la posizione della Cgil Toscana come una risposta a ciò che pochi giorni fa ha detto il presidente nazionale di Confindustria parlando proprio del nuovo aeroporto di Firenze, Maurizio Brotini, della segreteria Cgil Toscana (delega alle infrastrutture) che con  Damiano Marrano (Dipartimento Infrastrutture Cgil Toscana) ha oggi incontratto la stampa. Tuttavia, di fatto la posizione del sindacato “suona” senz’altro come l’esternazione di un altro, diverso, punto di vista. . Un punto di vista negativo, o meglio “non positivo” che coinvolge una serie di criticità ma soprattutto una tesi di fondo: dimensionare la pista “in funzione della crescita di un modello di turismo insostenibile” può solo significare, in buona sostanza, che manca “un progetto organico di sviluppo dell’area di Firenze e della sua cintura”. Ma se di fatto da parte della Cgil suona un sonosro “no”, il rischio che si avverte è la possibilità di un “disimpegno” da parte del’investitore internazionale.

Ma torniamo al commento del presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia, all’annuncio di investimenti (350milioni) da parte del socio argentino di Toscana Aeroporti: “Mettiamo un tappeto rosso a Eurnekian, facciamo un applauso a chi porta soldi nel nostro paese e investe. Smettiamola con questa logica di ideologia e con l’uso dei conflitti istituzionali per fare battaglie politiche a danno dei cittadini”. Il governatore Enrico Rossi aveva proposto “un tavolo comune per accelerare il complesso di opere che dobbiamo completare, per sbloccare e accelerare i lavori”, mentre per il sindaco Dario Nardella era necessario”smetterla con contraddizioni, gioco a meline, sugli investimenti, a partire dall’aeroporto”.

Così, sebbene come dichiara Brotini “non è una risposta a nessuno, avevamo già programmato l’incontro di oggi”, è quasi fatale che la posizione della Cgil vada ad impattare con tutto ciò che è stato dichiarato in questi giorni. E quel giudizio “non positivo” acquisti un significato particolarmente pregnante, sebbene Brotini stesso sottolinei che il messaggio non  è diretto nè a Confindustria, nè a Rossi e neppure a Nardella, “ma a tutte le persone di buona volontà”.

Del resto, il giudizio non positivo sul progetto contempla moltissime criticità: “Continuiamo a leggere dichiarazioni sulla necessità di ampliamento di Peretola che si configurerebbe,  di fatto, come un nuovo Aeroporto di Firenze – sono le parole di Brotini – noi siamo per la qualificazione e la tutela dell’occupazione dello scalo fiorentino, ma il progetto presentato, su cui ben sette amministrazioni locali hanno fatto ricorso contro il decreto di Via, apre moltissime criticità: dall’interruzione del collegamento diretto tra Sesto e l’Osmannoro, al pregiudizio sullo sviluppo del Polo Scientifico, alla messa in discussione del Parco della Piana così come previsto dagli strumenti urbanistici della Regione e del Comune di Sesto, al mantenimento della vocazione produttiva manifatturiera dell’Osmannoro. Inoltre, la proposta non è inserita in un progetto organico di sviluppo dell’area di Firenze e della sua cintura. Non possiamo quindi esprimere come Cgil Toscana un giudizio positivo sull’attuale progetto, vista anche l’incongruenza degli interventi infrastrutturali che verrebbero ad insistere sul territorio della Piana, indice di una mancata condivisa e razionale programmazione da parte di tutti gli attori pubblici coinvolti”.

Per quanto riguarda lo specifico, ecco la posizione sullo sviluppo turistico. Al primo punto, la critica a una previsione e dimensionamento della pista che tenga conto solo della “crescita esponenziale e smodata dei turisti in entrata su Firenze: la sua realizzazione deve muoversi tra l’aumento delle condizioni di sicurezza di passeggeri, lavoratori e cittadini e resa compatibile con una idea regionale di sviluppo del manifatturiero ambientalmente sostenibile e di un turismo distribuito”. Questa attenzione deve essere posta in quanto la questione è estremamente delicata: “nei nostri territori – sottolinea il segretario della Cgil – si è affacciato un modello di turismo distruttivo di qualità della vita in ambito urbano, con processi di svuotamento di abitanti ed attività artigiane a favore di attività come gli affitti turistici di breve durata (la realtà della città di Firenze vede 18 milioni di turisti su base annua, di cui solo 10 ufficialmente censiti, alimentando un giro di affari che sfugge alle imposizioni fiscali e refrattario ad un lavoro in pienezza di diritti e di contribuzione)”.Un modello di crescita che ha avuto un’accelerazione fortissima, “provocando il collasso delle città d’arte ed universitarie, i quotidiani ingorghi, la crescita delle diseguaglianze sociali – lavoro povero e spesso grigio – e territoriali e la fuga dalle attività manifatturiere a favore della rendita immobiliare. Noi siamo per un modello di sviluppo ambientalmente e socialmente sostenibile, che renda possibili qualità della vita e mobilità sociale attraverso un manifatturiero rinnovato ed un turismo sostenibile e distribuito in maniera meno diseguale all’interno di tutto il perimetro regionale”.

Altro punto qualificante, il rapporto con Pisa. Il ragionamento parte questa volta da un sostanziale apprezzamento del sindacato della scelta di riunire in un’unica Società gli aeroporti di Firenze e di Pisa, “evitando un declassamento e ragionando in un’ottica di sistema regionale”.Non apprezzate “la riduzione delle quote e del peso politico dei soggetti pubblici nella nuova Toscana Aeroporti e le scelte di sostanziale privatizzazione di quote significative di attività, con ricadute negative su centinaia di lavoratori e lavoratrici”. Ma la vera marcia da ingranare, fanno sapere dalla Cgil, sarebbe quella  “pedina” importantissima che si chiama Pisa. Dunque, puntare ad un ulteriore sviluppo delle sinergie con Pisa, il vero aeroporto di ambito regionale, “dando finalmente il via alle opere già programmate relative all’ampliamento dello scalo, riconsegnando a Peretola il ruolo di City Airport, potenziando i collegamenti ferroviari Pisa-Firenze, favorendo i collegamenti rapidi con Siena e su tutta la direttrice dell’area Lucca- Pistoia-Prato sia verso Firenze che Pisa e sul collegamento su ferro Peretola-Firenze e con il futuro hub dell’Alta Velocità, da realizzarsi attraverso il sottoattraversamento e la realizzazione di una stazione che svolga la funzione di interfaccia con i treni locali tramite il collegamento diretto con Santa Maria Novella, assolutamente non sostituibile con la tramvia”.

Fatalmente, la logica del ragionamento della Cgil porta a una riflessione più generale sul sistema logistico ed infrastrutturale toscano. Appurato, secondo la Cgil, che il sistema toscano “mostra un differenziale negativo rispetto alle più avanzate aree europee sia rispetto alla mobilità delle merci che a quella delle persone”, il rischio è quello di subire “un processo di definitiva marginalizzazione dai grandi flussi di livello sia continentale che planetario”.

E dunque? Dunque, dalla Cgil Toscana si guarda a investimenti programmati e mirati, fattori indispensabili “come volano di sviluppo e di occupazione in settori stremati dalla crisi, verso un sistema che sia costruito sulle esigenze del lavoro produttivo e non su quelle della rendita”. Tale sistema potrebbe essere “funzionale anche alla riduzione delle differenziazioni interne alla nostra Regione: la Toscana Centrale, la Costa e le Aree interne, montane e insulari hanno avuto dentro la crisi traiettorie che ne hanno ulteriormente marcato il disequilibrio e le diseguaglianze”. Infine, la Cgil spezza una lancia in favore dell’Alta Velocità: “Liberare fisicamente i binari della stazione fiorentina di Santa Maria Novella dall’Alta Velocità per destinarli esclusivamente per il trasporto pendolari è una scelta non più procrastinabile, assieme al potenziamento del numero e degli orari lungo la direttrice tirrenica”. Insomma, tornare alla cura del ferro come “volano” di uno sviluppo più equo e sostenibile.

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