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Naufragio al Giglio. Trovati due corpi, dispersi scesi a 15 Cronaca

Le due vittime indossavano i giubbotti salvagente. Sale a 5, dopo i due turisti francesi ed un peruviano membro dell’equipaggio, il bilancio delle vittime del naufragio del 13 gennaio, ma il procuratore dice: "Temiamo altre vittime" E' stata trovata la scatola nera della nave. Stamattina tratto in salvo dai Vigli del fuoco Marrico Giampetroni, il capo commissario di bordo, dopo il savataggio di sbato notte della coppia di coreani. Sono 60 i feriti, di cui due gravi e 26 già dimessi. Giampetroni è stato salvato stamattina 15 gennaio dai Vigili del fuoco mentre ispezionavano la nave, raggiunto nel ponte 3 della Costa Concordia, un'area della nave in parte allegata che si trova al livello dell'acqua del mare. Vertice domani pomeriggio in prefettura a Livorno col ministro dell'Ambiente, Corrado Clini sul problema dei rischi ambientali legati al naufragio all'isola del Giglio. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi chiederà regole più severe e precise per la navigazione nell'arcipelago.
Continuano le operazioni di ispezione della nave, con l'incubo di quei 15 nomi che ancora mancano all'appello, e la speranza di individuare altre persone ancora vive. Si teme che in seguito al blocco automatico delle serrature in seguito al black out elettrico, persone siano rimaste bloccate in cabina. Nell'ispezione si procede anche facendo un confronto fra l'elenco dei nominativi e delle rispettive assegnazioni delle cabine, rispetto ai presunti dispersi di cui si ha conoscenza a questo momento. Intanto l'inchiesta sta facendo luce su quanto è accaduto. Secondo una prima ricostruzione degli eventi, la nave potrebbe essere stata diretta sulle secche dell'isola del Giglio dopo aver impattato uno scoglio del gruppo delle Scole per evitare che colasse a picco in acque alte.

41 feriti, due dei quali gravi. Molti si sono procurati fratture agli arti, contusioni e principi di assideramento o ipotermia cadendo o gettandosi in mare mentre la nave si adagiava sul fianco sinistro. Le 41 persone rimaste ferite sono state ricoverate negli ospedali di Grosseto, Orbetello e Tarquinia (Viterbo). Uno di loro è stato portato in gravi condizioni all’ospedale grossetano per un trauma cranico, mentre per un secondo ferito, un cittadino del Bangladesh, è stato necessario lo spostamento in elicottero all’ospedale Le Scotte di Siena a causa di un trauma spinale che lo costringerà ad un delicato intervento dalle incerte conseguenze.

La macchina dei soccorsi
La nave Costa Concordia ha impattato uno scoglio del gruppo delle Scole, nel mare dell’isola del Giglio, intorno fra le 21:20 e le 21:40 di ieri sera. Alle 23:00 circa la protezione civile regionale, su segnalazione della protezione civile nazionale, aveva attivato la macchina dei soccorsi. Intorno a mezzanotte era pronto a partire il piano di emergenza e due elicotteri del soccorso regionale Pegaso partivano alla volta dell’isola del Giglio. Sia sull’isola dell’Arcipelago toscano che a Porto Santo Stefano, sulla terraferma, sono state allestite strutture di prima accoglienza per i crocieristi. Alle 3:00 di notte, i naufraghi potevano contare su 3.500 posti letto in strutture ricettive allestite dalla Provincia di Grosseto sull’isola e nel palazzetto dello sport di Porto Santo Stefano, nonché sul personale medico giunto al Giglio per dirigere le operazioni di soccorso ai feriti nelle postazioni mediche allestite dalle 7:00 di questa mattina nei pressi del porto. Anche le strutture sanitarie di Arezzo e Firenze hanno messo a disposizione della protezione civile il loro personale medico e le proprie attrezzature (25 ambulanze, 9 medici e 19 infermieri), mentre negli ospedali di Grosseto ed Orbetello il personale medico a riposo è stato richiamato in servizio. Attualmente il problema è che sull’isola del Giglio iniziano a scarseggiare i farmaci.

Una grande prova di solidarietà da parte dei gigliesi
«È stata una notte di terrore per i croceristi e per l’equipaggio. Una drammatica emergenza – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi – a cui la popolazione del Giglio e di Porto Santo Stefano, insieme alla protezione civile, ai volontari, agli operatori della Asl e alle forze dell’ordine, ha saputo dare una grande risposta. I cittadini hanno aperto le loro case per accogliere e prestare assistenza. Purtroppo ci sono tre morti e forse alcuni dispersi, ma la macchina dei soccorsi certamente ha funzionato: in neppure 12 ore sono state accolte, rifocillate, visitate e curate 4700 persone». Il Governatore, che questa mattina si è voluto recare personalmente sul luogo del naufragio della nave Concordia, ha voluto ringraziare l’amministrazione provinciale di Grosseto per la gestione dell’emergenza, nonché invitare il presidente della Provincia grossetana, Leonardo Marras, all’incontro che si terrà lunedì 16 gennaio a Livorno con il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini. «Ma oggi – ha concluso Rossi – quello che mi preme sottolineare ancora una volta, è la grande dimostrazione di umanità e solidarietà dimostrata dalla popolazione e da tutti i soccorritori». «Al coordinamento dei soccorsi, a tutte le forze della protezione civile, alle istituzioni e alla comunità del Giglio – ha dichiarato invece il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Alberto Monaci, esprimendo il proprio cordoglio per le vittime del naufragio – il plauso e l’apprezzamento per l’efficacia degli interventi e la solidarietà dimostrata in questa drammatica circostanza». Durante la notte, infatti, i cittadini dell’isola dell’Arcipelago toscano hanno aperto le loro case ai crocieristi, donando loro tutto quanto possibile: vestiti, coperte, generi alimentati, farmaci. «Una tragedia di dimensioni apocalittiche – ha definito l’avvenuto il sindaco dell’isola del Giglio, Sergio Ortelli – che si è verificata di fronte alla nostra isola e che ci ha messi duramente alla prova segnandoci profondamente». «Un fatto imprevedibile e imprevisto che ci ha interessati e che ha trovato, nella disgrazia, una risposta forte e la solidarietà di tutti i gigliesi che ringrazio e che si sono adoperati per tutta la notte, senza un attimo di sosta, per prestare i primi soccorsi. Sono stati messi a disposizione dei soccorsi i traghetti di linea, imbarcazioni private, sono state aperte case, scuole, le strutture comunali, chiese e coperte per la prima accoglienza». «Un ringraziamento – ha aggiunto Ortelli – va a tutte le forze dell'ordine e i volontari allertati dalla Protezione Civile, alle istituzioni e a tutti i cittadini che in modo spontaneo e encomiabile hanno vegliato per dare il loro sostegno alle persone colpite dalla tragedia».

I ringraziamenti del presidente della Repubblica all’isola del Giglio
La solidarietà degli abitanti dell’isola del Giglio non è passata inosservata. Da Roma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto esprimere apprezzamento «per l’alto senso di solidarietà» dimostrato dalla popolazione gigliese. In un messaggio inviato dal Quirinale al prefetto di Grosseto, Giuseppe Linardi, Napolitano ha espresso il proprio cordoglio per le 3 vittime della tragedia della nave Concordia: «Il Capo dello Stato – si legge nella nota del Quirinale – rivolge, altresì, sentimenti di vivo apprezzamento e di partecipazione alla intensa, difficile opera di soccorso che sta impegnando le strutture della sicurezza in mare e della protezione civile, nonchè di gratitudine alla Regione Toscana ed alla comunità dell’Isola del Giglio per l’alto senso di solidarietà che stanno dimostrando nell’accoglienza dei naufraghi».

Una prima ricostruzione dell’incidente
Dopo aver urtato uno o più scogli del gruppo delle Scole, a largo dell’isola del Giglio, la Concordia ha letteralmente divelto uno di essi dal fondale. Lo scoglio è rimasto conficcato nello squarcio di circa 70 metri che si è aperto nella chiglia della nave da crociera, iniziando a farle imbarcare acqua. L’urto contro lo scoglio è avvenuto probabilmente ad alcuni kilometri dall’isola dell’Arcipelago toscano, ma la nave ha proseguito la sua navigazione e, forse per una felice intuizione di chi era al timone, si è diretta verso il porticciolo del Giglio. Anche se la nave avesse urtato contro gli scogli in quanto stava dirigendosi su una rotta sbagliata e troppo vicino alla costa, la decisione di proseguire in direzione dell’isola ha in ogni caso evitato una tragedia che avrebbe potuto avere dimensioni ancor più catastrofiche. Secondo una prima ricostruzione di quanto avvenuto la scorsa notte poco dopo le 21:00, infatti, dopo l’urto la nave avrebbe proseguito la propria corsa per circa 700 metri e poi sarebbero state gettate in mare le ancore per consentire una rapida virata, una sorta di testacoda fra le onde che ha permesso alla Concordia di avvicinarsi alle coste della Gabbianara. Se la nave si fosse trovata in alto mare, dicono gli esperti, sarebbe sicuramente affondata e le conseguenze sarebbero state ancor peggiori. Invece il mastodonte ferito sul lato destro si è adagiato pian piano sul lato destro, approfittando della secca e degli scogli presenti nei pressi dell’isola del Giglio. Che la nave stesse viaggiando fuori rotta, spiega il sindaco dell’isola del Giglio, Sergio Ortelli, appare chiaro dal fatto che la nave ha urtato uno scoglio satellite dell’isoletta delle Scole, che si trova a circa 500 metri dall’isola. Le navi da crociera, infatti,  dovrebbero passare a 2-3 miglia dal Giglio. Tuttavia, spiega Ortelli, per evitare una tragedia di dimensioni apocalittiche è stata fondamentale «la decisione astutamente presa dal comandante di portare la nave verso il porto di una zona di basso fondale dove effettivamente si è adagiata».

Il rischio di inquinamento
Sia come sia, a chiarire cosa sia avvenuto alla Concordia saranno le inchieste aperte dalla Capitaneria di Porto di Grosseto (naufragio) e dalla Procura della Repubblica di Grosseto (omicidio colposo e disastro colposo). Il direttore generale di Costa Crociere, Gianni Onorato, ha difeso il comandane della nave da crociera, Francesco Schettino, che ha dichiarato di aver urtato uno scoglio non segnalato sulle carte nautiche, ma a preoccupare adesso è soprattutto il carburante presente nei serbatoi della Concordia. «Al momento – ha detto ancora il sindaco gigliese, Sergio Ortelli – non si è verificato e non c'èalcun rischio di sversamento di carburante nelle acque dell'Isola del Giglio dai serbatoi della Costa Concordia e sono state attivate tutte le procedure perché questo non avvenga». Non appena la nave avrà smesso di inabissarsi, è stato assicurato dagli esperti intervenuti sul luogo dell’incidente, prenderanno avvio le operazioni di svuotamento dei serbatoi. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha già preso contatto con il responsabile della protezione civile, Franco Gabriellini, per assicurarsi che non appena possibile possano partire le operazioni di sversamento. Anche se non ci sono per il momento segnalazioni di perdite dallo scafo, ricorda l’ex presidente del Parco dell’Arcipelago Toscano, il geologo MarioTozzi, se il carburante contenuto nei serbatoi della nave di Costa Crociere (che, ricordiamo, era appena partita da Civitavecchia) dovesse riversarsi in mare, si andrebbe incontro ad un vero e proprio disastro ambientale. Sul luogo dell’incidente sono al lavoro, per questo, tre mezzi antinquinamento del ministero dell’Ambiente inviati su richiesta del ministro Corrado Clini, che ha assicurato il suo impegno per scongiurare il rischio di inquinamenti provocati dal carburante contenuto nei serbatoi della nave.
 

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