energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Nuovo Consiglio di Amministrazione di Sei Toscana Economia

Siena –  L’Assemblea dei Soci di Sei Toscana, gestore del  servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti dell’Ato Toscana sud, ha nominato i nuovi membri del Consiglio di Amministrazione della società. Il nuovo Cd’A è composto da: Alberto Busi, Paolo Cenderelli, Stefano D’Incà, Alessandro Frosali, Rossana Landini, Marco Mairaghi, Roberto Paolini, Riccardo Panichi (quest’ultimi gli unici due membri confermati del precedente Consiglio di Amministrazione, nominato lo scorso 16 maggio) e Gianfranco Saetti. Le nomine del presidente e dei due vice presidenti saranno effettuate il prossimo 15 dicembre, data in cui è stato convocato il prossimo Consiglio di Amministrazione della società.

Nel marzo scorso fu aperta un’inchiesta da parte della procura di Firenze sulla gara d’appalto da 140 milioni per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti dell’Ato Toscana sud, che comprende (in gran parte) le province di Arezzo, Siena e Grosseto. Le indagini si sono concentrate anche su Sei Toscana che copre  106 comuni: 36 aretini, 28 grossetani, 6 livornesi e 36 senesi. 

La Procura si è mossa ipotizzando il reato di turbativa d’asta: 7 gli indagati, ci sarebbe anche Luciano Nataloni. La gara si è svolta nel 2012, il vincitore, nel 2013, è risultato Sei Toscana, una formazione che raggruppa enti pubblici e privati. Tra questi ci sono Aisa (12,53%), Csa (5,03%), Casentino Servizi 0,64%, Coseca (di Grosseto) 0,07%, Crcm 0,34%, Sienambiente (di Siena) 23,79%, Sta 26,8% (che include la fiorentina Cooplat), Revet 0,33%, Ecolat 11,27%, e in piccola parte – 0,1% – la Castelnuovese (guidata a lungo da Lorenzo Rosi, ultimo presidente di Banca Etruria). Cooplat detiene da sola anche il 13% di Sei, mentre Sienambiente detiene il 23,79%.

Nel novembre 2016 è stato messo agli arresti domiciliari il direttore dell’Ato Toscana sud, l’autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti per i comuni delle province di Arezzo, Siena e Grosseto, e interdizione dai pubblici uffici per tre professionisti toscani.

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »