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Nuovo Dpcm, in zona rossa stretta su scuole e parrucchieri Breaking news, Cronaca

Firenze –  Cambia il governo ma sulle misure anti-covid non cambia il rigore. Anzi. Come ampiamente preannunciato in questi ultimi giorni, il nuovo dpcm che entrerà in vigore il 6 marzo, il primo firmato da Mario Draghi, stringe ancora di più le maglie. Nelle zone rosse parrucchieri e barbieri dovranno tirare giù i battenti mentre nelle scuole la didattica in presenza viene sospesa per ogni ordine e grado. Per ciò che riguarda le scuole, anche nelle zone arancioni e gialle gli studenti dovranno seguire le lezioni a distanza nei territori ad alto indice di contagio, cioè qualora si superino i 250 casi ogni centomila abitanti. Questo ultimo punto è stato il più controverso. Alcuni chiedevano di legare la chiusura delle scuole anche a quella dei negozi ma il governo del premier Draghi ha scelto la linea del rigore assoluto per le scuole e di una certa apertura per le attività economiche. Eccetto appunto per barbieri e parrucchieri che con questo nuovo dpcm tornano al lockdown pre-estivo. Per il resto le misure ricalcano totalmente il precedente provvedimento firmato da Giuseppe Conte.

Viene confermato il sistema delle fasce colorate così come vengono confermati il divieto di spostamento fra le regioni e il coprifuoco dalle 22 alle 5. Gli spostamenti fra regioni, anche in fascia gialla, e quelli fra comuni, in fascia arancione o rossa, saranno sempre possibili per lavoro, necessità o salute e rimane sempre consentito anche il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Ad illustrare il primo dpcm dell’era Draghi, ieri in serata, sono stati i ministri della Salute e per gli Affari regionali, Speranza e Gelmini, e i professori Brusaferro (presidente dell’Istituto superiore di sanità) e Locatelli (presidente del Consiglio superiore di sanità). Non era in conferenza stampa invece il premier che, sembra, abbia voluto sottolineare con questo il maggior ruolo della squadra. Curioso comunque, secondo altri, che Draghi non ci abbia “messo la faccia”, come il predecessore Conte, visto che il dpcm rappresenta in un certo senso l’atto principe del presidente del Consiglio dei ministri. Da sottolineare che il dpcm è un atto amministrativo del presidente del consiglio mentre il decreto legge è un atto collegiale deliberato dal consiglio dei ministri.

Ad ogni modo, con il nuovo dpcm le regole delle zone colorate rimangono dunque sostanzialmente invariate. 

In zona rossa ogni movimento fuori casa andrà autocertificato e si potrà uscire solo per fare la spesa o recarsi nei negozi che vendono beni considerati necessari. I ristoranti saranno aperti fino alle 22 solo per asporto (i bar fino alle 18) mentre è sempre consentita la consegna a domicilio. Chiusi centri estetici, barbieri, parrucchieri e i negozi ritenuti non essenziali come ad esempio gioiellerie e abbigliamento.

In zona arancione tutti i negozi rimarranno aperti e gli spostamenti all’interno del comune non andranno autocertificati. Dal perimetro si potrà uscire però solo per lavoro, necessità o salute.

In zona gialla bar e ristoranti saranno aperti fino alle 18 con servizio al tavolo e dopo solo per asporto (fino alle 22) o consegne a domicilio. La novità è che in zona gialla, dal 27 marzo, potrebbero riaprire cinema e teatri, ma solo con prenotazione on line e ingressi limitati.

Per quanto riguarda gli spostamenti verso le seconde case, questi saranno vietati nelle zone rosse (in entrata e uscita) mentre continueranno ad essere possibili nelle zone arancioni e gialle.

In zona bianca, dove si trova attualmente solo la Sardegna, viene confermata la riapertura di cinema e teatri e ristoranti e bar potranno servire ai tavoli fino a sera. In Sardegna, secondo l’ordinanza del presidente della regione Solinas, questo è possibile fino alle 23.

L’impianto del nuovo dpcm, a parte dunque scuole e barbieri e parrucchieri, ricalca in sostanza i precedenti provvedimenti.

Di nuovo c’è anche che l’incidenza dei contagi cresce, per la variante inglese ormai prevalente, e che si moltiplicano le zone locali che entrano in zona rossa. In Toscana lo sono già le province di Siena e Pistoia mentre potrebbero entrare a breve anche la zona aretina e quella dell’empolese.

E’ ancora presto, a giudizio del presidente della Regione, Eugenio Giani, per  previsioni attendibili ma i dati dovrebbero comunque consentire alla Toscana di rimanere in fascia arancione anche la prossima settimana.

Foto: http://www.governo.it/it/media/covid-19-conferenza-stampa-sul-nuovo-dpcm/16346

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