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Nuovo Porto di Carrara, M5S chiede dibattito pubblico e inchiesta Politica

Firenze  – Cresce, dopo il sopralluogo a Carrara dei consiglieri 5 Stelle, l’importo delle opere infrastrutturali previste dal progetto per il nuovo porto di Carrarra, non pià 50 milioni, ma 500 milioni. Per questo, e in considerazione dell’importanza che riveste la valutazione degli impatti ambientali connessi, sia per il futuro dell’area di localizzazione, già sensibile ambientalmente ed economicamente, sia per l’economica legata alle infrastrutture in progetto, i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno depositato oggi una mozione. L’obiettivo è di avviare i percorsi partecipativi obbligatori sull’opera Nuovo Porto di Carrara.

“Negli atti finora pubblici il complesso di opere chiamate “Nuovo porto di Carrara” superava i 50 milioni di euro, tetto che avvia d’ufficio il percorso partecipativo d’analisi a livello regionale e nazionale. Ma nel sopralluogo tenutosi il 5 agosto  – segnalano i Cinque Stelle – è emerso, e messo a verbale, che l’entità totale dell’opera arriva a circa 500 milioni di euro. Ci saremmo attivati comunque anche per gli importi già noti – precisano i consiglieri M5S – ma ancor più ora dopo aver scoperto questa notizia dall’Autorità Portuale.

Con l’atto depositato oggi, impegniamo il Consiglio ad un voto chiaro di indirizzo verso l’Autorità Regionale per la Garanzia e la Promozione della Partecipazione perché questa attivi immediatamente il Dibattito Pubblico sul progetto del Nuovo Porto di Carrara, come da legge regionale 46/2013. In aggiunta chiediamo al presidente Rossi di avviare tutte le procedure necessarie affinché l’autorità competente in questi casi – il Consiglio superiore dei lavori pubblici – disponga lo svolgimento anche di un inchiesta pubblica ai sensi dell’articolo 53 della legge regionale n. 10/2010.

Ricordiamo – concludono i Cinque Stelle – che Carrara è parte di un territorio definito “area di crisi complessa”, con tassi di disoccupazione giovanile sopra il 55%, e la ricetta per uscire da questa crisi è un piano serio di rilancio dell’economia locale, non di certo una cementificazione inutile capace di rovinare l’unico vero volano della costa apuo-versiliese: l’offerta turistica”.

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