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Nuovo sgombero in via Baracca, fuori circa 50 persone, salvaguardate le fragilità Breaking news, Cronaca

Firenze – Nuovo sgombero, di un immobile in via Baracca, a Firenze, occupato da qualche anno dal Movimento di Lotta per la Casa. All’interno, famiglie in maggioranza, circa 50 persone di cui molte si sono allontanate prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Salvaguardate, dice l’assessore Sara Funaro presente sul posto questa mattina, le situazioni di fragilità: 25 persone divise in 5 nuclei familiari con 10 minori in tutto e una persona anziana. Lo sgombero si è concluso con la messa in sicurezza dell’immobile e la chiusura di tutti gli accessi.

Continua dunque la “politica degli sgomberi” messa in atto dal Comune di Firenze. E’ il 46esimo della “legislatura”, e, dice una soddisfatta Funaro, “è stato condotto secondo il modello Firenze”, vale a dire “con grande sinergia e con la collaborazione di tutti per arrivare al ripristino della legalità in maniera tranquilla come accaduto anche oggi. Anche questa volta infatti siamo stati attenti alle situazioni di fragilità, senza problemi o disordini”.

Dopo aver ringraziato forze dell’ordine, polizia municipale e servizi sociali, l’assessore dichiara: “Questo risultato dimostra che vanno tenuti insieme i principi della legalità e della solidarietà”.

Tutto a posto, dunque? Qualche voce discordante c’è. Ad esempio, qualcuno lamenta che il copione è sempre lo stesso: donne e bambini in struttura (in questo caso, la foresteria Pertini) e per gli uomini niente. Al massimo qualche settimana per dormire al coperto.

Sulla questione, interviene anche Asia-Usb, che con una nota ricorda: “Per queste persone né chi si occupa di sicurezza pubblica né l’amministrazione comunale si è presa la responsabilità di individuare un percorso per aiutarli nella soluzione del problema abitativo! Occuparsi delle persone in difficoltà non è una priorità né per il Governo né per la nostra amministrazione comunale che ritiene di mettersi la coscienza tranquilla garantendo una sistemazione provvisoria per 3 mesi in una struttura, terminati i quali dovranno arrangiarsi”. 

Il dato di fatto, continuano dal sindacato di base, è che anche Firenze ormai vede troppe famiglie allo stremo, che “non riescono più a sopportare gli affitti sempre più alti e le pretese eccessive delle proprietà, e gli sfratti per morosità crescono in modo spropositato. Come sono in aumento le vendite all’asta per quelle famiglie che non sono più in grado di pagare i mutui a causa della perdita del posto di lavoro. Se chi perde il lavoro perde anche la casa, quale prospettiva di vita può avere? La strada?”. 

Conclude la nota: “Il ruolo pubblico nel settore dell’edilizia pubblica e di quella sovvenzionata è quasi inesistente ormai da troppi anni, il profitto e le logiche del mercato hanno spazzato via ogni logica di equilibrio del welfare e del diritto ad una vita dignitosa. E’ compito di un’amministrazione responsabile trovare dei percorsi (e ce ne possono essere tanti!)  per prevedere dei canoni di affitto compatibili con i redditi di chi lavora oggi, precario, intermittente, cassaintegrato”. 

Foto: Luca Grillandini

 

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