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Nutrie, Coldiretti Toscana: “Fenomeno preoccupante” Ambiente

Firenze – Dopo i topi, le nutrie. Altrettanto pericolose e altrettanto incontenibili: stavolta la voce che si leva a rappresentare le lamentele di agricoltori e cittadini è quella di Coldiretti Toscana, che invia una lettera a tutti i sindaci della regione per chiedere come primo passo un monitoraggio sulla presenza di questi animali, che si trovano in particolare, in colonie sulle rive dei corsi d’acqua. Non solo: si impadroniscono anche delle strade, specialmente in campagna. La missiva è stata spedita ai primi cittadini delle varie comunità in quanto, come ricorda la Stessa Coldiretti, “il D.L. n. 91/2014, convertito con la Legge n. 116/2014, è stato modificato l’art. 2 comma 2 della Legge n. 157/1992, trasferendo la competenza della gestione della nutria da Regione e Provincia direttamente ai Comuni, a cui è riconosciuta la possibilità di gestire il sovrappopolamento dell’animale infestante utilizzando anche sistemi adoperati per le specie nocive (es. derattizzazioni). E pensare che fino al decreto in questione la nutria godeva dello status di specie protetta. Ed ora? Ora, trattasi, come dice il decreto, di “specie nociva”, vale a dire che condivide lo stesso “gradino sociale” di altre bestie infestanti e dannose. Come il ratto.

La lettera di Coldiretti assume dunque la tipologia di un’azione preventiva, che mira a dare una dimensione numerica certa a un fenomeno che, in alcune aree, comincia ad avere dimensioni preoccupanti. Ma cosa fanno “di male” le nutrie? Intanto, informa l’associazione degli agricoltori, i “buchi” scavati dagli animali lungo i corsi d’acqua, fino a qualche tempo fa rari, cominciano a essere sempre più frequenti. E il problema è che non si tratta di semplici “buchi” in cui albergare e proteggere famiglia e cucciolata eventuale, ma di un vero e proprio sistema di gallerie, ampie e lunghe, che possono minare la fragilità degli argini. Con pericolosi e conseguenti crolli. Non solo: lo stesso sistema si addossa anche alle strade poderali che subiscono anch’esse abbassamenti e aumentano i disagi per i percorsi col trattore. In secondo luogo, una popolazione sovrarappresentata di nutrie “rasa a zero” i germogli delle coltivazioni di cereali nei campi che hanno la sfortuna di ospitarle. Infatti, nella dieta della nutria rientrano proprio i germogli di specie erbacee e arboree. Infine il problema di salute. La nutria è infatti portatrice del rischio di diffusione della Leptospirosi e, probabilmente a causa del contatto con il ratto “rattusnorvegicus”, è esposta all’infezione.

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