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Obesi: difficile accesso a esami e niente rimborso farmaci Notizie dalla toscana

Chi ha 40 chili in più rispetto al proprio peso ha difficoltà ad allacciarsi le scarpe, se supera i 150 chili non può andare al cinema o al bar a prendere un caffè. E deve pagare due posti in aereo. Ora i pazienti obesi chiedono di essere ascoltati dalle Istituzioni.
"La nostra condizione – spiega Marina Biglia, presidente dell'associazione 'Insieme Amici Obesi' – è una piaga sociale, la vera pandemia di questo secolo. Siamo stigmatizzati e troppo spesso oggetto di derisione. Affrontiamo problemi non solo medici, ma anche umani e psicologici. Per noi, ad esempio, è difficile sottoporci anche a un semplice controllo della pressione arteriosa perché lo strumento per misurarla, lo sfigmomanometro, è troppo piccolo per le nostre braccia. Non vogliamo essere lasciati soli".
Al Congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia dell'Obesità e delle malattie metaboliche (Sicob), in corso ad Abano Terme (PD) fino al 20 aprile, grande spazio è dedicato alla voce del malato.
"L'obesità rappresenta un problema sanitario di crescente e pressante gravità – spiega Marcello Lucchese, presidente eletto della SICOB, Direttore della chirurgia bariatrica e metabolica del Policlinico di Firenze – L'andamento è in preoccupante aumento se si considera che il numero degli obesi dal 1994 ad oggi è cresciuto del 25%. E il nostro Paese registra il record europeo di bambini in sovrappeso (36%) ed obesi (10-15%)''. Complessivamente in Italia si stimano circa 6 milioni di adulti obesi. E sono oltre un 1 milione i bambini tra i 6 e gli 11 anni in sovrappeso o obesi con notevoli differenze tra le Regioni, quelle del Sud fanno registrare le percentuali più alte.

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