energee3
logo stamptoscana
Edizioni Thedotcompany

La nuova rivoluzione: porre l’ecologia al centro dell’attività umana Opinion leader

Il Metodo scientifico di Galileo Galilei  determinò un significativo (di fatto senza precedenti) aumento delle conoscenze scientifiche – e quindi tecniche e tecnologiche – sul mondo naturale ed in particolare sui materiali e le loro proprietà. Nel secolo successivo, con la scoperta della macchina a vapore, si ha la prima rivoluzione industriale. L’Europa “comincia a crescere a raggiera con impeto” anche se non senza contraddizioni
Tra le conseguenze socio-politiche più importanti, che questo fondamentale processo ha determinato, si annovera il declino delle classi che fino ad allora avevano gestito gli stati: i militari, gli aristocratici ed il clero. Nel contempo emersero due nuove classi  i commercianti e gli industriali delle manifatture cui venne data “una dignità sociale mai posseduta”. La produzione industriale ricevette una formidabile spinta, mentre “la Rivoluzione francese fece della borghesia un protagonista politico”. Le caratteristiche produttive del sistema industriale influirono ulteriormente sul sistema sociale. Si ebbe l’affermarsi: della classe operaia, che lavora in fabbrica in cambio del salario, e del capitalismo industriale, cioè proprietari imprenditori delle fabbriche e dei mezzi di produzione
La seconda rivoluzione industriale iniziò, per convenzione, nella seconda metà dell’800 con l’introduzione dell’elettricità, dei prodotti chimici e del petrolio. L’introduzione dell’elettronica e dell’informatica nell’industria, poi, viene considerata come terza rivoluzione industriale.
Fino alla prima metà del novecento l’Europa era strutturata in stati nazionali. Il trattato di pace  conseguente alla seconda guerra mondiale divise il mondo intero a metà, in zone d’influenza riconducibili a Stati Uniti ed Unione Sovietica. Per ogni paese del mondo i termini stessi del rapporto tra politica estera e politica si trasformarono. L’egemonia delle due superpotenze non si limitava infatti – come sempre accaduto in passato – al loro predominio militare, ma si traduceva in un modello politico istituzionale e di crescita economica al quale ci si doveva adeguare
Nel quarto di secolo successivo alla seconda guerra mondiale, i paesi della zona d’influenza degli USA conobbero uno sviluppo economico impetuoso. I paesi dell’Europa occidentale registrarono uno sviluppo annuale del 4,1%. L’Italia nel 1951 aveva il 42% della popolazione attiva in agricoltura ed un reddito pro-capite di 4,3 milioni di lire(potere d’acquisto del 1991). Nel 1971 la popolazione attiva  in agricoltura si era ridotta al 17%  mentre il reddito pro-capite era diventato 11,6 milioni di lire. Alla fine degli anni ’80  l’URSS si dissolse.
Restò solo una potenza planetaria, gli USA. Inizia l’era della mondializzazione. La finanza, le merci, la mano d’opera ed il lavoro, i rapporti interpersonali,  le informazioni -per lo sviluppo della rete- hanno come riferimento il Pianeta. In questo contesto radicalmente nuovo, gli stati nazionali, in Europa, appaiono fuori del tempo.
Il Pianeta, ormai abitato da 7 miliardi di persone, impone nuovi approcci e comportamenti per affrontare problematiche inedite: la crisi alimentare, quella energetica e quella climatica, che ne condizionano l’equilibrio e la vitalità. E’ necessario passare da una visione utilitaristica ed antropocentrica, priva del rispetto della Terra e dei limiti dei suoi ecosistemi, ad una che collochi l’ecologia al centro dell’organizzazione delle attività umane in modo da preservare il capitale naturale
E’ un obiettivo “ rivoluzionario” – già posto dal Club di Roma nel 1972, quando la popolazione del Pianeta era “solo” 3,7 miliardi di persone- che chiede una crescita diversa da quella iniziata con la Rivoluzione Industriale. E’ necessario investire con priorità su istruzione, ricerca cultura. Se si riflette sullo stato attuale del Pianeta: modifica delle temperature, scioglimento dei ghiacciai, gli arcipelaghi del Pacifico che devono far fronte all’innalzamento dell’acqua del mare etc., i tempi per operare con coerenza devono essere molto stretti.

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »