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“Oblivion”, la guerra per il proprio pianeta Cinema

Jack Harper vive e lavora sulla Terra, devastata dalla guerra contro una razza aliena, gli Scavenger. Il suo lavoro è quello di riparare i droidi che difendono delle turbine dagli attacchi degli Scavenger rimasti. Un giorno accade l'impensabile, dopo aver ritrovato un'astronave distrutta, la storia dell'unica superstite al suo interno lo trascina in un' avventura che cambierà per sempre il loro destino. Jack comincerà a mettere in discussione tutto ciò che credeva di sapere sul suo mondo, sulla sua missione e su se stesso. In un inseguimento per terra, aria e spazio. Jack è costretto a un confronto con i suoi superiori per conoscere la verità.

Con “Tron: Legacy”, Joseph Kosisnski aveva debuttato alla grande dando un tocco di modernità ad un classico del passato “Tron” di Steve Lisenberg, pellicola del 1982 diventata un cult per tutti gli amanti del computer. Niente male considerato che il regista allora trentaseienne aveva all'attico solo alcuni videoclip musicali e che con “Tron: Legacy” era riuscito a farsi affidare un blockbuster da oltre centocinquanta milioni di dollari. Con “Oblivion” riesce ad aggiudicarsi un altro grande blockbuster che sconfina ancora nella fantascienza e che mette in scena la lotta di un uomo con tutto ciò che credeva essere vero.

Esteticamente più che eccellente, “Oblivion” gioca per tutta la sua prima parte nella costruzione dell'ambientazione. Una scelta difficile poiché i primi cinquanta minuti del film risultano pesanti anche se le scenografie sono davvero mozzafiato e i panorami devastati della Terra ricordano molto quelli del mondo digitali di “Tron: Legacy”. Fortunatamente quando il tutto comincia a risultare eccessivo il proverbiale colpo di scena cambia le carte in tavola, spingendo nuovamente in avanti la narrazione e catturando l'attenzione dello spettatore. Tratto da un fumetto di Arvid Nelson, “Oblivion” mostra tutti i suoi punti in comune sia con le tavole a fumetti che con un certo tipo di fantascienza del passato, sia cinematografica che letteraria. Sono così molti i rimandi a scrittori come Robert Heinlein o Philip K. Dick, ricordati molto nel racconto dell'invasione aliena come in quello che caratterizzerà tutta la seconda parte ovvero la ricerca di sé stesso, cosa fa di una persona se stessa, il suo corpo oppure la sua mente e i suoi ricordi?

Tutto funziona più che egregiamente anche se alcune svolte più action stonano con l'ambientazione più cerebrale che viene costruita sena dopo scena. Sebbene la narrazione scorra molto lentamente, strappando qualche sbadiglio nella prima parte, Joseph Kosinski mostra una grandissima attenzione ai dettagli e alla costruzione di una storia in cui noi e Jack crediamo fin dal principio. Tom Cruise riesce ad interpretare un bel personaggio e a donare quell'umanità che lo caratterizza al meglio. Un uomo che si troverà in crisi quando tutto quello che conosceva si rivelerà una menzogna ben orchestrata. Tutto sommato una bella pellicola che riesce a confermare il talento di un regista ancora agli inizi della sua carriera e che si dimostra a suo agio con il genere fantascientifico.

Regia: Joseph Kosinski
Sceneggiatura: Joseph Kosinski, Michael Arndt, Karl Gajdusek (dal fumetto di Arvid Nelson)
Genere: Fantascienza
Nazione: USA
Durata: 126'
Interpreti: Tom Cruise, Morgan Freeman, Nikolaj Coster-Waldau, Olga Kurylenko, Zoe Bell, Melissa Leo, Andrea Riseborough
Fotografia: Claudio Miranda
Montaggio: Richard Francis-Bruce
Produttore: Chernin Entertainment, Radical Pictures, Universal Pictures 

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