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Occupazione: i somali lasciano pacificamente la Casa dei Gesuiti Cronaca

Firenze – E’ finita bene la vicenda dell’occupazione della Casa dei Gesuiti di via Spaventa a Firenze. Questa mattina intorno alle 9 la Digos è entrata nel Palazzo occupato dal 17 gennaio scorso da un centinaio di rifugiati somali. Gli occupanti sembravano attenderli, erano già pronti con le valigie . Poco dopo sono arrivati i gazebo dei servizi sociali del Comune di Firenze e alcuni pulmini pronti ad accompagnare i somali alle nuove destinazioni. Mezzi e tende per proteggere dalla pioggia sono stati piazzati nel grande parcheggio antistante l’edificio.

Nessuna protesta. Gli occupanti si sono messi pacificamente in fila come se fosse un check in aeroportuale e stanno uno a uno lasciando l’immobile. Contrariamente ai timori alimentati dal Movimento di Lotta per la casa che li aveva guidati in questi edificio, una lunga e paziente fase di trattativa ha favorito un finale positivo che lascia una prospettiva di migliori sistemazioni ai rifugiati.

L’occupazione era  cominciata poco meno di 11 mesi fa quando i somali che erano stati costretti a lasciare l’edificio ex Aiazzone di Sesto Fiorentino a seguito di un incendio che aveva provocato la morte di uno di loro sono entrati nell’edificio vuoto ma non abbandonato che era oggetto di trattativa fra la Compagnia di Gesù e l’Università Tongji di Shanghai.

Il responsabile legale dell’edificio padre Ennio  Brovedani ha assunto subito la posizione di non chiedere lo sgombero anche per rispettare la dignità umana e le condizioni di vita difficili dei somali.

Da quel momento è cominciata una lunga e defatigante fase di trattativa che si è conclusa stamani nel migliore dei modi. I rifugiati sono stati divisi in gruppi a seconda delle esigenze e dei diritti già maturati. Alcuni saranno accolti dalle strutture dello Sprar, altri hanno ottenuto documenti di viaggio, per tutti è stata trovata una soluzione per alloggi più dignitosi e soprattutto all’interno di un contesto di legalità.

All’interno del palazzo la situazione era costantemente peggiorata con l’arrivo del freddo. Insostenibili condizioni di degrado e insicurezza, totale mancanza di condizioni igienico sanitarie accettabili.

Tutti contenti, dunque? No, qualcuno violentemente critico c’è. Si tratta di alcuni consiglieri di Forza Italia e di Fratelli d’Italia, la cui posizione è efficacemente sintetizzata nella nota diffusa dal capogruppo di Fratelli d’Italia regionale Giovanni Donzelli, molto polemica contro l’esito della vicenda:  “E’ curioso che il Comune abbia così celermente agito per risolvere questa situazione scaturita da azioni illegali – sottolineano in una nota – noi crediamo che uno stato civile debba riconoscere l’asilo a chi ne ha realmente bisogno ma è inaccettabile pensare che si possono ottenere i risultati violando la legge”.

Botta e risposta, arriva puntuale la precisazione del capogruppo del Pd in consiglio comunale Angelo Bassi, che, parlando di strumentalizzazione a tutti i costi da parte dei consiglieri della destra, precisa: “L’operazione di rilascio dell’edificio è stata voluta e portata avanti principalmente dai Padri Gesuiti, che sono proprietari dell’immobile di via Spaventa. L’amministrazione comunale ha collaborato con i Padri Gesuiti, le associazioni e le forze dell’ordine ed ha messo a disposizione i posti Sprar che, ricordiamo ai consiglieri, sono luoghi destinati ai rifugiati aventi diritto, ed alcuni posti all’Albergo popolare per i soggetti fragili. Il Comune di Firenze ha rispettato la linea che ha sempre seguito quando si è trattato di liberare immobili occupati abusivamente. E possiamo assicurare i consiglieri che le case, la nostra amministrazione, le assegna solo a chi ne ha diritto ed a chi è in graduatoria”. Se poi, continua Bassi, si intende parlare degli “appartamenti che sono stati trovati dalle associazioni su libero mercato e dove i somali pagheranno l’affitto, possono stare sereni, perché non sono alloggi erp ma, anzi, pensiamo che questo tipo di soluzione sia importante perché responsabilizza chi lavora e invece di occupare ha scelto di dividere un appartamento pagando un affitto”.

 

 

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