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Occupy Firenze, l’assessore va in piazza Cronaca


Se la protesta di Occupy Firenze continua nonostante le polemiche sempre più incalzanti che provengono da centrodestra e lega, tutto ormai sembra giocarsi (sgombero o conclusione pacifica) su quella data che è stata fornita come termine dai ragazzi della piazza stamattina, nel corso di un incontro con l’assessore alle politiche sociosanitarie del Comune Stefania Saccardi: 8 dicembre.
Otto dicembre per rispettare gli accordi presi con gli organizzatori della tradizionale Fierucola che aprirà i battenti in quella data e con cui il popolo Occupy ha concordato iniziative comuni; otto dicembre per portare a termine e rendere propositive le varie commissioni di studio che hanno e stanno analizzando le criticità cittadine.
Non si sbilancia, l’assessore Saccardi, e spiega che prende atto della data e ne discuterà con il comitato di ordine pubblico, che si riunirà tra due giorni. Certo, l’attesa sembra un po’ lunga, dopo 11 giorni di occupazione.
Intanto, il fatto nuovo è senz’altro la presenza dell’assessore nell’assemblea del “salottino” rosso in piazza.
Una scelta, come ha tenuto a rimarcare l’assessore, che è in linea con lo “stile” di dialogo che la giunta adotta con tutte le parti sociali e la società civile della città.
“Non abbiamo mai negato l’ascolto a nessuno – ha precisato l’esponente comunale rispondendo a una lunga lista di criticità esposte dalla piazza – anche se ovviamente non possiamo sottrarci infine alla responsabilità di decidere. Secondo noi la modalità assunta per questa protesta è sbagliata, perché è al di fuori delle regole per l'utilizzo degli spazi pubblici. Vi invito a uscire da questa modalità e diamo la nostra disponibilità ad incontrarvi sui vari temi proposti".
Certo, la disponibilità c’è. Ma … c’è un ma. Il problema lo puntualizzano molto bene alcuni ragazzi, che commentano: “Intanto, ciò che vogliamo fare è semplicemente continuare il lavoro che abbiamo cominciato, un lavoro di attivazione delle energie della città col confronto, lo scambio, l’informazione”. Informazione?! “Certo – dice Antonio – quando l’assessore parla di dibattito cittadino ampio in merito a problemi importanti come l’Ataf, bisognerebbe ricordarle che il confronto cui pensiamo noi non è quello ristretto alle parti in causa, a qualche professionista dell’informazione, ai lavoratori coinvolti, ai sindacati e così via. Il dibattito deve essere aperto a tutti i cittadini, ma per fare questo è necessario, prima di tutto, informarli”. Rincara la dose Alice: “Ciò che finora è mancato è proprio la possibilità di intervenire sui problemi in quanto manca la capacità di fare capire alle persone, in modo semplice e accessibile, di cosa si sta dibattendo. Per la prima volta i seminari, le lezioni dei professori che sono venuti a parlare qui in piazza, hanno dato gli strumenti per capire, e quindi intervenire, su ciò che ci circonda”.
Un punto importante, questo, che ha tutta l’aria di una rivendicazione alla conoscenza e al sapere.
“Per quanto riguarda un eventuale sgombero – spiegano Salvatore e Benedetta – se saremo avvertiti prima ce ne andremo, semplicemente, o, se si tratterà di un blitz, opporremo resistenza passiva”. "All' assessore Saccardi abbiamo detto che nelle nostre intenzioni non c' è certo quella di creare un problema di ordine pubblico: al contrario con questa iniziativa vogliamo creare un laboratorio sociale in città, che proseguirà anche dopo l' abbandono di questa piazza, con modalità e tempi che definiremo".

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