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Oceani: le reti fantasma killer della fauna marina Ambiente, Cultura

Parigi – Reti, ami, nasse si stanno rivelando come una delle più temibili minacce per gli oceani e la loro flora e fauna. Secondo un ultimo studio pubblicato da Science Advances  gli attrezzi da pesca persi o buttati in mare contribuiscono in modo determinante all’accumulazione della plastica e alla formazione di quello che viene indicato come un continente di detriti nel Pacifico settentrionale.

La presenza del materiale da pesca negli oceani non solo danneggia la qualità delle acque ma continua ad essere un pericolo per gli animali che ci vivono : secondo le valutazioni dei ricercatori una sola rete abbandonata in mare in media uccide 500.000 invertebrati, 1.700 pesci e due uccelli marini.

« Le reti fantasma, come vengono definite, sono una forma di inquinamento di plastica particolarmente letale per tutta la vita marina cui teniamo. Una volta che un peschereccio le perde, non smettono di pescare » ha avvertito Richard Leck, un responsabile di WWF Australia.` L’ammasso di materiale da pesca – secondo lo studio  in media ogni peschereccio  ne perde il suo 2% all’anno –  sta provocando  un’inimmaginabile quantità di perdite con possibili ripercussioni sulle popolazioni marine », ha messo in guardia Denise Hardesty, una degli autori dello studio pubblicata dall’agenzia australiana per la scienza CSIRO.

Nel documento si stima che ogni anno cadono in mare tra 500.000 e un milione di tonnellate di materiale da pesca, tra cui oltre 16 milioni di km di rete, cioé  oltre tre milioni di km in più per  fare il giro della terra, e 13 miliardi di ami, nonché nasse e recipienti di vario tipo.

Una volta perse, le attrezzature da pesca, quasi tutte fatte di plastica, si frantumano a poco a poco in microplastiche che entrano nella catena alimentare degli oceani con fuoriuscite du sostanze chimiche tossiche .

In uno studio pubblicato su Scientific Reports, ricercatori dell’ONG  The Ocean Clean up, puntano il dito contro Cina continentale e Giappone accusati di contribuire per tre quarti con i loro materiale da pesca « fanrasma » alla formazione del vortice di scorie del Pacifico settentrionale, cioé di quel continente di detriti che naviga tra Hawai e Calif

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