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Odeon Cinema festeggia novant’anni con i Fratelli Taviani Cinema

Questa sera, giovedì 19 dicembre, alle ore 20.30, un grande evento a Odeon Firenze per festeggiare il 90° anniversario della grande sala del centro storico. Il cinema Odeon negli anni si è confrontato con la concorrenza delle altre sale cittadine fino a rimanere l'unica sala nel centro della città. Tra le sue iniziative i film in lingua originale dedicati sia al pubblico sempre maggiore degli stranieri ma soprattutto dedicati agli amanti del cinema che voglio assaporare fino in fondo l'esperienza cinematografica. La sala è inoltre la sede della più grande rassegna cinematografica del mondo, la 50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze, che si è appena conclusa, ma anche dei festival dedicati al cinema orientale della Primavera Orientale.

Per festeggiare l'occasione ci sarà una proiezione speciale del film “Good Morning Babilonia” (1987), realizzato da Paolo e Vittorio Taviani nel 1987. I due famosi registi saranno presenti in sala per incontrare il pubblico. Il film è l'omaggio dei due fratelli toscani (reduci dal successo ottenuto per il loro ultimo film, “Cesare deve morire”, Orso d'Oro al Festival di Berlino del 2012) alla storia del cinema e alla sapienza artigianale fiorentina: un film che tocca temi importanti con l'andamento di un grande affresco epico-storico. Inoltre il film contiene alcune sequenze che furono girate proprio all'interno dell'Odeon. Al termine della proiezione Paolo e Vittorio Taviani saranno intervistati dai critici Claudio Carabba e Marco Luceri.

“Good Morning Babilonia” è ambientato agli inizi del '900 ed è il racconto di una saga famigliare: il vecchio Bonanno, artigiano restauratore toscano, padre di sette figli, che decide di ritirarsi dalla sua attività, poiché è entrata in crisi. I suoi figli, guidati dal primogenito Duccio, decidono di vendere tutto per poter pagare i debiti e tentare un nuovo inizio. Gli ultimi due però, Andrea e Nicola, non accettano questa soluzione e con la benedizione del padre partono per l’America con la speranza di far fortuna come artigiani. Purtroppo gli inizi non sono affatto facili: nonostante la loro buona volontà i due fratelli incontrano infinite difficoltà e sono costretti persino a fare i guardiani di maiali. Successivamente hanno la fortuna di fare la conoscenza di un gruppo di operai che stanno andando a lavorare nel padiglione italiano della grande esposizione universale di San Francisco. Nicola ed Andrea si uniscono al gruppo e alla fine del lavoro, la loro opera “La torre dei diamanti”, viene elogiata da tutti per la sua estrosità e la sua perfezione. Nel frattempo il regista D.W. Griffith, in piena crisi creativa di fronte al successo di Giovanni Pastrone e del suo film “Cabiria”, decide di iniziare un nuovo film, “Intolerance”, e vuole che siano proprio gli italiani a realizzare le strutture scenografiche del suo kolossal. Nicola ed Andrea, si presentano sul set spacciandosi per capomastri, ma vengono ben presto scoperti e relegati a svolgere i lavori più umilianti. Ad aiutarli intervengono due ragazze, Mabel ed Edna: la prima è innamorata di Andrea, la seconda di Nicola. Le due ragazze riescono a mostrare a Griffith le immagini di un meraviglioso elefante di cartapesta che i due giovani italiani hanno realizzato di loro iniziativa. Il regista americano, colpito dalle capacità di Andrea e Nicola, decide di prenderli sotto la sua protezione. E’ finalmente la fortuna per i due italiani, che, sposate le loro donne, hanno successivamente ambedue un figlio; ma purtroppo Nicola perde la moglie Edna durante il parto, e, disperato, inizia ad allontanarsi sempre di più dal fratello. Iniziata la Prima Guerra Mondiale, Nicola decide di arruolarsi nell'esercito italiano, mentre Andrea si arruola in quello americano. Tutti e due si incontrano al fronte: feriti entrambi, prima di morire, lasciano ai figli la loro ultima immagine, grazie a una cinepresa militare che è lì vicino a loro.

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