energee3
logo stamptoscana
Edizioni Thedotcompany

Oggi per 4 volte rintoccherà la voce della “Montanina” Società

Firenze – Il primo rintocco alle 11, ma poi, oggi, la “Montanina”, vale a dire la campana del Bargello, suonerà altre 4 volte, una per ciascuna ora fino alle 14. Interrompe così un lungo silenzio, la campana sottratta al castello di Montale nel 1302 e issata sulla torre del Podestà. Quindici anni esatti sono passati da quando fece udire per l’ultima volta la sua voce, quando segnò, con i suoi rintocchi, il passaggio del millennio. Era la notte del 31 dicembre 1999. Oggi invece, lunedì 22 giugno, la Montanina si risveglia per salutare i 150 anni del Bargello Museo Nazionale. A far riascoltare a Firenze l’antica voce, è stata l’attuale direttrice del Museo Ilaria Ciseri, per ricordare che il Bargello, primo Museo Nazionale d’Italia,  venne istituito con Regio Decreto proprio il 22 giugno 1865, nel bel mezzo delle celebrazioni per i 600 della nascita di Dante Alighieri.

Una lunga storia, quella della Montanina o Montalina, com’era originariamente, per ricordare la sua provenienza dal Castello di Montale. Dopo un onorato servizio che durò dal 1302 al 1381 circa, dopo il tumulto dei Ciompi (1378)  nel 1381 venne rifusa e da allora, per tutto il periodo mediceo, emise solo rintocchi funesti (ricordiamo che a quei tempi la campana veniva suonata “a vituperio” vale a dire solo per motivi tristi come ad esempio le esecuzioni capitali). imgresCon i Lorena assunse un ruolo “di servizio” in quanto invitava i cittadini (tra le 22.30 e le 23) di ritirarsi nelle proprie case. Nel 1848 fu rimossa per restauro e divenne un cimelio almeno fino al 31 dicembre del 1899, quando annunciò l’arrivo del nuovo secolo. Da allora divenne cosa rara sentire i suoi rintocchi: nel 1918 annunciò la fine della prima guerra mondiale, nel 1921 per partecipò alle celebrazioni dantesche e salutò il passaggio del Milite Ignoto da Firenze diretto all’Altare della Patria a Roma; e ancora l’11 agosto 1944 annunciò la liberazione di Firenze, tornando puntualmente a festeggiare tale data negli anni Cinquanta; il 7 maggio 1945 suonò per la fine dell’ultimo conflitto mondiale. Infine 15 anni fa, la notte del 31 dicembre 1999, salutò il cambio del millennio.

Del resto, la voce del Bargello è stata sempre legata alla Montanina, anche per quanto riguarda la proclamazione del suo nuovo status, quando nel 1865 divenne il primo Museo nazionale italiano. Il Bargello e Dante: infatti ci si trovava proprio nel bel mezzo dell’anniversario di Dante (i 600 anni, per la precisione), legame particolare, quello col grande poeta nazionale, dal momento che fu proprio a lui che si deve la rinascita del Bargello. L’antico Palazzo del Podestà infatti, già alla fine del Principato di Cosimo I de’ Medici (1574), fu ridotto a carcere, situazione che perdurò  fino al 1857.  Tuttavia nel 1840 si era cominciato a pensarne un completo restauro, spinti dalla volontà di  ricercare un antico ritratto di Dante Alighieri che, secondo Vasari, Giotto aveva dipinto nella cappella del Palazzo del Podestà. Effettivamente la notizia di Vasari si rivelò esatta: gli affreschi riaffiorarono sotto le mani d’intonaco  e il 21 luglio 1840 il più antico ritratto di Dante tornò alla luce. Occorsero diversi anni prima che il carcere venisse trasferito ed iniziassero i restauri; poi, finalmente, nel 1865 il museo consacrò la propria nascita ufficiale con Regio Decreto datato 22 giugno. Quindi proprio a Dante, padre della lingua italiana e massimo dei nostri poeti, il Bargello doveva la sua resurrezione e il sesto centenario della sua nascita, nel 1265, era stato celebrato al Museo Nazionale con la mostra dantesca aperta alla metà di maggio. 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »