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Olio toscano, ci sono 4 milioni di olivi abbandonati in regione Economia

Firenze – Olivicoltura toscana al bivio: o riprendere quota sull’onda della richiesta sempre in crescita, in particolare dall’estero, di olio toscano Igp, o perdere la leadership mondiale dell’eccellenza olearia tradizionale della Toscana.

La chiave su cui si gioca la partita è la lotta all’abbandono degli oliveti, che rappresentano il  futuro per l’olivicoltura toscana. Ciò che serve se si decide di voler vincere la sfida rilanciando il territorio, è, secondo Fabrizio Filippi, presidente riconfermato del Consorzio di Tutela per l’Olio Toscano Igp, una nuova “rivoluzione rinascimentale”.

 Alle prese con un aumento della domanda internazionale impossibile allo stato attuale da soddisfare ed una diminuzione dell’offerta causata oltre che dal fenomeno dell’abbandono dall’andamento climatico e dagli attacchi della mosca olearia, dalla necessità di un ammodernamento degli impianti, la “rivoluzione rinascimentale” ha, come spiegato da Filippi, delle priorità precise, fra cui “il recupero degli olivi abbandonati, migliaia di ettari in tutta la regione e una progressiva ed urgente ristrutturazione degli impianti. Dobbiamo recuperare e ammodernare quelli esistenti per aumentarne la produttività. La richiesta di olio toscano Igp è in continuo aumento, purtroppo è la produzione che è in calo e questo ci impedisce di rispondere alle sollecitazioni del mercato. Non siamo in grado, allo stato attuale, di coprire le richieste”.

Fabrizio Filippi, Presidente del Consorzio di Tutela per l’Olio Toscano Igp confermato dal consiglio per i prossimi tre anni alla guida del più importante consorzio di olivicoltori d’Italia (oltre 11mila soci e 7 milioni di piante certificate su 16 milioni di piante che costituiscono il patrimonio regionale), è anche  l’attuale Presidente di Coldiretti Pisa.

 Ed ecco il quadro dell’esportazione di olio di oliva toscano Igp per quanto riguarda domanda e offerta. Secondo i dati di Coldiretti Toscana,  sono almeno 4 milioni gli olivi abbandonati e trascurati in regione, dal cui recupero si ipotizza un fatturato di 30-40milioni di euro in più di produzione di extravergine di oliva toscano.

La domanda maggiore di olio toscano Igp arriva dall’America, che resta uno dei mercati più importanti, a cui si aggiungono i mercati di Giappone, Australia e Canada. Nel 2014 (fonte Istat) le esportazioni di olio toscano hanno subito una fortissima decelerazione rispetto al trend degli ultimi anni stoppando il valore prodotto a poco più di 542milioni di euro (+0,1%).

I dati relativi al 2015 risentono anche del crollo della produzione 2014, che in alcune aree è arrivato al 90%. “Contro gli eventi climatici nulla o poco possiamo – concludeAniello Ascolese, Direttore Provinciale Coldiretti – ma possiamo però cercare di valorizzare e sfruttare il patrimonio olivicolo di cui la nostra campagna è ricchissima. Il momento è giusto, grazie alle risorse messe a disposizione delle imprese dalla Regione Toscana attraverso il Piano di Sviluppo Rurale e dai Piani Integrati di Filiera, per affrontare un processo collettivo di ammodernamento e potenziamento del settore”. 

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