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Omaggio a Langer, padre del movimento ecologista italiano Ambiente, Foto del giorno, Politica

Firenze – Alexander Langer, uno dei fondatori del movimento ecologista in Italia, combattente sul fronte dei diritti, dell’uguaglianza e del pluralismo inter-etnico, morì nel luglio di 25 anni fa. Fu trovato impiccato a un albicocco a Monteripaldi.

Le motivazioni del suo gesto non sono mai state interamente chiarite, ma sono da riferire del tutto al personale stato d’animo, come dice Uwe Staffler, che è stato suo assistente quando Alex fu tra i primi cinque verdi eletti nell’Europarlamento.

Alla sua figura di politico e intellettuale, che è stata di primo piano tra gli anni 70 e 80, l’Associazione culturale Greenaccord ha dedicato una giornata di studio che si è svolta al Cinema La Compagnia con l’intervento di personalità del movimento ecologista (moderate dai giornalisti Mauro Banchini e Silvia Guidi) , esperti di diritto ambientale, esponenti del pensiero teologico e artistico. Ciascuno a rappresentare un aspetto dell’impegno multiforme di Langer che interpretava i diversi aspetti della sua personalità: la militanza politica ambientalista, la fede religiosa, lo spirito arguto e poetico.

Alto atesino di Vipiteno, di famiglia sud tirolese colta, Langer era perfettamente bilingue e aveva adottato il motto “più lento, più profondo, più lieve” che gli organizzatori hanno posto a titolo del convegno a lui dedicato, traducendo al contrario il detto latino “citius, altius, fortius” (più veloce, più alto, più forte”).

“Alex viveva le cose che diceva di pensare”, ha detto Staffler, sottolineando due aspetti fondamentali della sua eredità politica e morale. In primo luogo l’ambientalismo non può essere una formula solo politica “ma deve essere vicino ai bisogni della gente”. Non ha senso un ambientalismo che non guardi al fattore sociale. In secondo luogo bisogna opporsi a tutto ciò che incita alla violenza, alla segregazione delle persone. E infine la politica deve proporre qualcosa di socialmente rilevante altrimenti non va da nessuna parte.

Una delle sua battaglie più importanti fu contro la legge sulla proporzionale etnica, che in Alto Adige garantiva posti pubblici proporzionalmente alla consistenza dei tre gruppi linguistici, e che secondo lui creava “gabbie etniche” e andava contro il principio dell’uguaglianza e della pacifica convivenza delle tre comunità.

Ai momenti più importanti della sua azione politica è stato dedicato un documentario di Gerd Staffler , uno dei momenti più intensi e coinvolgenti del ricordo di Langer.

Foto: da sinistra Uwe Staffler e Mauro Banchini

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