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Omaggio a Nello Landi, maestro dei Maggi e dell’ottava rima Cultura

Buti – Ci ha lasciati, all’età di 95 anni, Nello Landi, maestro nel canto dell’ottava d’improvvisazione, tra i più conosciuti e apprezzati a livello nazionale e all’estero ma soprattutto uno dei più grandi poeti popolari d’Italia e naturalmente, personaggio – simbolo di Buti.

Su di lui sono stati scritti numerosi libri, tesi di laurea, sono state tenute lezioni nelle Università, sono stati realizzati video da varie istituzioni culturali.

“Un cantore, – è stato sottolineato alcuni anni fa in una serata in suo onore – dotato di una carica umana affascina con il suo spessore culturale che proviene dal passato ed è destinato alle generazioni future”.

Un articolo di Poesia estemporanea definisce le sue ottave ”in grado di destare sempre stupore, meraviglia e ammirazione” come è stato in occasione dei festival dell’ottava rima.

E Roberto Benigni ha scritto di lui su Poesia estemporanea n. 65/2015 “Alla fine degli anni settanta ho conosciuto Nello Landi in occasione di una serata di poesia estemporanea ad Arezzo e dopo quella ne sono seguite tante altre che abbiamo fatto insieme sulle piazze , nei teatri, fino ad arrivare nell’Aula Magna dell’Università di Roma. Fra noi è nata subito una vera amicizia e una reciproca stima, ci siamo scambiati tante ottave nei contrasti che si facevano”. Si sono confrontati con lui in ottave molti altri nomi celebri cito per tutti Francesco Guccini e Davide Riondino.

Inoltre, nel volume “Per Nello Landi” curato da Isa Garosi, il poeta, intervistato dalla curatrice, ricordava alcune serate insieme a Benigni ad Arbore ma anche molti altri episodi delle sue performance come poeta improvvisatore, con battute salaci tipiche dell’arguzia toscana

Nello Landi è considerato il capofila e leader della folta schiera di poeti butesi. Uomo di profonda e vasta cultura, nonostante il suo percorso scolastico si sia fermato alla licenza elementare era nato a Buti il 6 aprile 1925. Ha scritto quattordici Maggi spaziando da Giuditta e Oloferne (scritto nel 1941, quando aveva appena sedici anni) a Leonora di Calatrava, dai Promessi sposi a Zemira, a Severo Torelli (una storia pisana) a Ginevra degli Almieri, da Isabella e Filippo II al Fornaretto di Venezia fino alla Cenciaiola esempio raro, forse unico di un Maggio di carattere umoristico.

Ha scritto anche due fiabe in ottava rima a proposito delle quali ha commentato “Se ai ragazzi non si insegna la tradizione da piccoli come si può sperare che vi si appassionino da adulti?” .

Nel corso di un’intervista ha poi spiegato come nasce l’ispirazione . “Quando leggo un fatto interessante cerco subito di mettere su carta le strofe nella giusta metrica – spiega – la vera difficoltà del Maggio è cantare i versi, non c’è musica e a volte bisogna dare il tono di cantilena, naturalmente serve propensione alla musica altrimenti è difficile che esca un buon risultato”.

Pur essendo chi scrive butese, a causa della diversa residenza, negli ultimi anni ha incontrato Nello poche volte, assai meno di quanto avrei voluto. Ma ogni volta che ci siamo visti ne sono uscito arricchito e partecipe di un universo di valori condivisi.  Continuo a  leggere i suoi Maggi, le sue poesie dove trovo  la sua forza d’animo, la  capacità di fare emergere emozioni, sensazioni, di evocare un mondo, una comunità di persone e di cose. Il segno distintivo del poeta…poeta senza aggettivi perché classificarlo come poeta popolare potrebbe sembrare (anche se non lo è affatto) riduttivo.

Sono certo che Buti, terra di poeti, saprà coltivarne la memoria  e  valorizzare il patrimonio culturale che ci ha lasciato, unitamente al fratello Dino anch’egli autore di Maggi e raffinato poeta.

Entrambi hanno assolto appieno quella che è la missione poetica: esprimere in modo incisivo, quello che sentiamo ma non riusciamo a mettere a fuoco. Poesie che scaturiscono da una riflessione interiore. Singolarmente ammirevoli, accrescono ancora il loro valore se fruite nel loro insieme perché segnano il percorso di una vita, di una generazione sul crinale tra due mondi, tra due tipi di società tra loro distanti.

 

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