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Omaggio a Francesco Rosi al Cinema Odeon Cinema

La morte di Francesco Rosi è stato per il cinema italiano uno dei maggiori lutti del 2014. Aun mese dalla scomparsa del grande regista  il cinema Odeon dedica una serata (martedì 17 febbraio alle ore 21)   in ricordo del regista di grandi film come Salavatore Giuliano, Il Caso Mattei e Uomini Contro, con la proiezione della versione restaurata di uno dei suoi film più importanti, LE MANI SULLA CITTA’, Leone d’Oro alla Mostra di Venezia del 1963.

Il crollo di un palazzo in un vicolo di Napoli causa la denuncia del costruttore Eduardo Nottola, consigliere comunale di un partito di destra. Nei suoi confronti viene svolta un’inchiesta che non approda a nulla, anche se il costruttore ne esce irrimediabilmente compromesso agli occhi dell’opinione pubblica, fino al punto che i suoi stessi compagni di partito lo pregano di ritirare la candidatura alle imminenti elezioni comunali. Nottola però è un uomo che conosce la vita e sa bene che, perso il potere, un uomo come lui non conterà più nulla e sarà alla mercé di quelli che comanderanno. Perciò, insieme a quattro consiglieri suoi amici, si presenta alle elezioni nelle file del partito di centro. Questo suo atto provoca il rovesciamento della maggioranza in consiglio comunale e la sconfitta del suo partito d’origine, ma l’odio dei suoi compagni cederà di fronte al pericolo di compromettere la realizzazione di un grandioso progetto edilizio in cui tutti hanno più o meno confessabili interessi…

«Napoli ‒ come ricorda lo sceneggiatore del film Raffaele La Capria ‒ è stata una delle città più devastate da una speculazione immobiliare oscena; era una città bellissima e sono riusciti a rovinare tutto, anche la salute e la vita dei suoi abitanti». E Rosi ribadisce: «L’aspetto negativo della speculazione immobiliare non consiste soltanto nella distruzione della città e nell’aspetto caotico che essa assume, ma anche nella distruzione di una cultura a vantaggio di un’altra in cui l’uomo non trova più posto». Esponendo alla luce del sole gli ingranaggi dei giochi di potere, Rosi pone il problema dei rapporti tra morale e politica. Per chi detiene il potere la questione è presto risolta: fare politica significa addentrarsi in un campo in cui la morale tradizionale non ha più valore e dove contano soltanto l’opportunismo, la corruzione, la capacità di manovra. Per conquistare il potere e conservarlo, ogni metodo è ammesso. I discorsi demagogici e le prebende servono solamente a ottenere il consenso degli elettori in un sistema che è ormai soltanto un simulacro della democrazia. L’esercizio del potere, se praticato senza controllo, conduce a ogni genere di abuso e trasforma il cittadino in schiavo. Così si creano fortune colossali trasformando i terreni agricoli delle periferie in foreste di cemento, devastando il centro della città, sostituendo le case antiche con ignobili edifici che sconvolgono il tessuto urbano e costringono le classi più disagiate a trasferirsi.

Sostenuto dall’interpretazione espressionista di Rod Steiger e di Guido Alberti, dalla fotografia di Gianni Di Venanzo, che crea un clima opprimente attraverso l’uso di un bianco e nero fortemente contrastato, e dalla musica dalle sonorità metalliche di Piero Piccioni, Rosi trasforma il proprio film in una sorta di thriller politico. La sua messa in scena, lungi dall’essere una semplice ricostruzione documentaria, utilizza tutte le risorse dell’immaginario urbano. Napoli acquista così un’autonomia e una ricchezza figurativa capaci di trasformarla nell’emblema di tutte le metropoli occidentali colpite dal dramma della speculazione immobiliare.
La serata-evento è realizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna – che ha effettuato il restauro del film – ed è parte del progetto nazionale “Il cinema ritrovato… al cinema” a cui l’Odeon ha aderito con entusiasmo e convinzione.

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