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Omaggio a Piero Tosi, artefice di costumi e visioni Cultura

Firenze – Qui alla Galleria del Costume ne sono certi, il grande Maestro Piero Tosi non mancherà di dare il suo tocco personale che solo lui è in grado di dare e di restituire all’abito la sua forma originaria, forse compromessa, come già accaduto in passato, da una piega del tessuto sbagliata, perché è “la forma a darci la verità”.

La sala da ballo della Galleria del Costume ospita “Omaggio a Piero Tosi. L’arte dei costumi di scena dalla Donazione Tirelli” , una quindicina di abiti provenienti dalla donazione fatta da Umberto Tirelli nel 1986  alla nascente Galleria del Costume, proprio nell’anno in cui il grande costumista italiano ha ricevuto l’Oscar onorario alla carriera con la motivazione “A Piero Tosi, un visionario i cui comparabili costumi superano il tempo facendo vivere l’arte nei film”.

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Nella pedana a elle, studiata per l’allestimento dall’Architetto Linari, su vari livelli, sono stati collocati i costumi di celebri film  di cui il maestro Tosi vestì i personaggi, “La Locandiera” di Luchino Visconti con Gianna Giachetti nelle vesti di Mirandolina e Gabriele Tozzi in quelle del Cavaliere di Ripafratta , “Il Malato immaginario” di Tonino Cervi con Laura Antonelli nel personaggio di  AntoniaRomy Schneider nella Sissi di “Ludwig”Laura Antonelli in Giuliana Hermil nel filmL’innocente” diretta da  Luchino Visconti, infine la grande Maria Callas nelle vesti di  “Medea” di Pier Paolo Pasolini. “E’ un omaggio a uno straordinario creatore di costumi – ha detto il soprintendente Cristina Acidiniun’ eccellenza che non ha eguali nella storia del cinema, un valore intrinseco delle creazioni progettuali e sartoriali. Un grande cittadino nato alle porte di Firenze e che si è formato qui, acquisendo un marcia in più ed ha costruito una grande carriera”.

 

 

 

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La donazione Tirelli,in tutto trecento tra costumi e accessori e novanta costumi di scena, della quale fanno parte i pezzi in mostra, è stata il nucleo fondante della galleria del Costume, all’interno di Palazzo Pitti, unico museo Statale italiano ad avere una raccolta di questo tipo. Oltre ai costumi, Tirelli ha donato anche i figurini che compaiono in un video che accompagna la mostra e che fanno da raccordo agli abiti. “Il costume di Medea scaturisce da lunghi mutismi – ricorda Moreno Bucci conservatore dell’Archivio storico del Teatro del Maggio Musicale che ha avuto l’occasione di lavorare al fianco del Maestro- il costume doveva esprimere l’arcaico che veniva fuori dalla sua visione, Tosi ricorda i momenti difficili e problematici, poi vedendo i prototipi, Pasolini e Callas si entusiasmarono”.

“ Per gli abiti della Locandiera – precisa Bucci – Tosi riuscì a levare la patina del tempo e a renderli più chiari, riprendendo quell’atmosfera delle pitture del Longhi”.

Questa mostra – ha detto la direttrice della Galleria del Costume  Caterina Chiarelli è anche un’occasione per ricordare i cinquanta anni della Sartoria Tirelli, oggi Tirelli Costumi, e alla loro donazione di cui fanno parte anche abiti di Pier Luigi Pizzi, Gabriella Pescucci, Gae Aulenti, inoltre abbiamo abbinato delle parrucche ai costumi per cercare un’armonia e dare completezza all’allestimento dell’abito”.

MedeaTra le iniziative legate alla mostra, domenica 12 ottobre in occasione della Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo è previsto un percorso particolare organizzato dalla sezione didattica alla scoperta degli abiti e dei personaggi del cinema e del  teatro, per prenotazioni tel.055.284272, oppure mandare un e-mail a didattica@polomuseale.firenze.it

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