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Ombrellata versus Publiacqua: profitti, assalti al sottosuolo e fragilità idrogeologica Foto del giorno

Firenze – E’ forse il dossier in tre parti presentato oggi da La Città Invisibile nel corso della manifestazione “Nardella fa acqua” la più chiara rappresentazione di ciò che è l’oggetto della contestazione del centinaio di persone che stanno manifestando, oggi pomeriggio, dopo la conclusione del consiglio comunale, sulla sponda ferita dell’Arno.

Il vero problema, al di là di quell’enorme squarcio celato dai teloni di plastica posti dagli operai, è infatti un problema di “sistema”. A parte la domanda che è corsa immediatamente sulle bocche di tutti i fiorentini, sul perché oltre ad avere l’acqua fra le più care d’Italia Firenze non abbia un adeguato procedimento di manutenzione e controllo delle tubature, riprende vigore la questione dell’acqua pubblica: vale a dire, il risultato di quel famoso referendum sull’acqua in cui gli italiani chiesero che il prezioso liquido rimanesse pubblico tranne poi vederne la gestione in mano a partecipate (in regime privatistico)  o enti privati tout court. Una questione mai affrontata con decisione che riemerge proprio in occasione di questi accadimenti. Ma non è  la sola questione ad essere alla ribalta, secondo l’analisi di La città invisibile, che ha messo insieme interventi, documenti e molto altro nel tempo: si va dai sottopassi in programma nel sottosuolo iforentino, fragile e delicatissimo per l’infinita varietà delle acque sotterranee che l’albergano, all’assalto al territorio che avviene qualora si scavino parcheggi interrati, si csotruiscano “autostrade di cemento” in cui incanalare i torrenti cittadini, primo fra tutti il Mugnone, che non a caso ha già dato forti problemi nelle are e in cui scorre. Insomma, un’analisi a tutto tondo sull’acqua cittadina, sui rischi idrogeologici  e sulle scelte politiche che ne riguardano la gestione.

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