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Giovane uccisa, sospettato ancora sotto torchio Cronaca

Ablaye Ndoye, il 34enne senegalese fermato per l'omicidio di Ilaria Leone e la giovane vittima si conoscevano.  Ndoye, immigrato irregolare con precedenti, e Ilaria sembra avessero  un appuntamento,  la sera in cui la giovane è stata strangolata.

L'ultima chiamata sul telefonino di Ilaria, la ragazza di 19 anni uccisa e trascinata in un'oliveto a Castagneto Carducci, è proprio quella dell'uomo,  che  ha nascosto  il cellulare della vittima nel proprio zaino. E, hanno riferito il procuratore di Livorno Francesco De Leo e il comandante provinciale dei carabinieri il colonnello Alessandro Della Gala, con ogni probabilità Ndoye si stava preparando, stamattina, alla fuga. Le telefonate tra la vittima e il presunto colpevole sono intercorse tra le 22.30 e la mezzanotte del 1 maggio.

Al 34enne senegalese gli inquirenti sarebbero giunti sia attraverso le indicazioni degli amici della ragazza, sia attraverso il cellulare della vittima, sia, infine, per l'importante aiuto prestato dalla comunità senegalese, molto forte nella zona. 

Gli inquirenti stanno mettendo un tassello dopo l'altro per ricostruire le ultime ore di vita della giovanissima, mentre sembra ormai appurato il fatto che Ilaria abbia dovuto subire forse ripetuti tentativi di violenza. E che sia stata anche picchiata. Lo dicono le condizioni in cui è stato ritrovato il corpo della giovane, rinvenuto a circa trecento metri in linea d'aria dal luogo in cui lavorava come cuoca, in un oliveto. Ilaria Leone, 19 anni,  ancora un femminicidio efferato, perpetrato fra Castagneto Carducci, dove la vittima lavorava e Donoratico dove era nata ed abitava. Alla proposta dei colleghi di essere accompagnata a casa dopo il lavoro, Ilaria vrebbe risposto che preferiva tornare a casa a piedi, nonostante il fatto che la distanza da coprire, di notte, sarebbe stata di 6-7 chilometri. Dunque, una scusa per nascondere un impegno precedente, come sembrerebbe confermare un'amica che ha raccontato di averla chiamata in serata per invitarla ad unirsi a un gruppetto di amici che si ritrovavano, e a cui Ilaria avrebbe risposto di avere un impegno. Inoltre, una super-testimone avrebbe raccontato che Ilaria ha litigato in modo acceso con qualcuno, parlando al cellulare, prima di allontanarsi. E proprio il cellulare, ritrovato nello zaino di Ndoye, ha rappresentato uno degli elementi più significativi nella ricostruzione delle ultime ore di vita di Ilaria. 

Stasera si terrà una veglia a Castagneto Carducci alle 21,30 in piazza del Popolo, mentre è stato proclamato anche il lutto cittadino.  "Quello che è accaduto in queste ore ci fa inorridire – scrivono sindaco, giunta e capigruppo consigliari – Castagneto Carducci non ha mai vissuto episodi di questo genere. Siamo una comunità coesa e soldiale, che rigiuta ogni tipo di violenza. Quello che è successo a Ilaria è una cosa atroce, indicibile, sconvolgente che ci lascia senza parole. Siamo tutti vicini alla mamma, al babbo e a Mattia". 

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