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Oncologia, la Toscana fa gli screening Società

Firenze – Lo screening oncologico è in grado di migliorare le prospettive di guarigione e di abbattere i costi di cura. La risposta della popolazione è elevata, come risulta dai dati dell’Istituto per lo Studio e la Prevenzione oncologica (Ispo) che ha presentato stamani il suo quindicesimo rapporto annuale.

Lo screening mammografico ha raggiunto il 93% della popolazione bersaglio, quello della cervice il 100% e quello della ricerca del sangue occulto il 91%. Un dato confortante considerando gli ingenti tagli alla sanità effettuati negli ultimi anni, spiega l’assessore regionale per il diritto alla salute Luigi Marroni: “Con sempre meno soldi, riusciamo ad ottenere sempre più risultati.”

Gianni Amunni, direttore generale Ispo, si sofferma sul problema della mancanza di una coesione territoriale a livello preventivo: ci sono regioni fortunate come la Toscana, con elevata partecipazione, e regioni che restano indietro, in cui la popolazione coinvolta negli screening è addirittura minore rispetto al numero dei migranti toscani che si sottopongono ai controlli. I migranti rispondono ai richiami di prevenzione ma con l’età la loro partecipazione diminuisce, mentre aumenta quella degli italiani.

Un aspetto fondamentale dello screening è la sua equità, spiega Amunni, che non si registra invece negli stadi successivi della cura in cui avviene una diversificazione “per censo“. I dati dimostrano come gli esami all’interno dello screening – a carico delle istituzioni- sono inferiori rispetto ai costi degli esami fatti al di fuori dello screening: la prevenzione, quindi, aiuta anche a risparmiare.

Ispo però non vuol dire solo prevenzione. È anche “sorveglianza, supporto e ricerca”. La Toscana esporta quindi una “cultura dello screening” secondo Amunni, una modalità di intervento a tutto tondo basata sulla ricerca.

Molti progressi sono stati fatti proprio a livello regionale anche sulla prevenzione del tumore del collo dell’utero. Non risulta più necessario in prima battuta un esame invasivo come il Pap-Test, ma un test Hpv, elevato a screening primario in Toscana.

Il Convegno e la conferenza stampa sono stati interrotti alle 13.45 per l’evacuazione dell’edificio dell’Auditorium CTO a causa delle recenti scosse di terremoto.

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