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Caldo africano e salute: meno rischi che nel 2003 Cronaca

Per fortuna, spiegano gli esperti dell'Istituto di Biometeorologia (Ibimet) del Cnr di Firenze, non tutte le estati sono simili a quella del 2003, anno eccezionale per le alte temperature registrate per circa 60 giorni da inizio giugno a fine settembre, che causarono malori  e decessi, e alla quale fecero seguito estati meno afose e meno tropicali. Ma l'Ibimet Cnr avvisa che occorre comunque stare in guardia: "In questi e nei prossimi giorni, ci sono tutte le condizioni per raggiungere in molte città il cosiddetto livello 2, ossia condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute". Potremmo contare, rispetto alla calura del 2003, su temperature minime notturne più basse (meno tropicali), tali da consenitre al nostro meccanismo di termoregolazione di farci riprendere dall'affaticamento accumulato di giorno per l'eccessivo caldo-umido. L'ondata di caldo, che secondo il meteo.it  infuocherà questa settimana l'Italia, raggiungendo l'apice di calura tra mercoledì e giovedì,  con punte di 40 gradi °C in alcune zone della pianura Padana e nell'entroterra di Puglia e Sardegna, è dovuta all'area di alta pressione di origine africana che si sta spostando sul Mediterraneo. Invaderà  la penisola italiana e le nostre isole, con venti da deboli a moderati, con quell'irraggiamento molto forte che caratterizza i giorni a cavallo del solstizio d'estate. Si prevede in sostanza, che la durata complessiva dell'ondata sia inferiore e che le temperature notturne siano più basse rispetto a quelle dell'estate 2003.

A livello nazionale, sul sito del Ministero della salute vengono pubblicati i bollettini giornalieri del periodo 15 maggio – 15 settembre che indicano, per molte città italiane, il livello di allerta previsto per le ondate di calore: http://www.salute.gov.it/emergenzaCaldo/bollettinoGiornaliero.jsp. Sugli stessi siti vengono riportati i consigli per fronteggiare condizioni di caldo-umido estreme, come comportarsi e a chi rivolgersi in caso sia necessaria assistenza. Queste condizioni climatiche, infatti, possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione, specialmente per le categorie più deboli: persone anziane, bambini, persone già affette da patologie.

L'Ibimet del Cnr sta svolgendo uno studio climatico che evidenzia come le estati che si sono succedute dal 2000 hanno portato una o più ondate di calore, "che per due anni consecutivi si sono verificate negli stessi giorni – precisa l'Istituto –  dal 18 al 30 giugno 2006, che interessò soprattutto l'Europa occidentale, e dal 17 al 26 giugno 2007" che interessò soprattutto l'Europa sud orientale". Quindi l'Italia fu interessata dall'ondata di entrambe le annate. Le statistiche per l'Italia confermano e rafforzano quanto evidenziato dall'ultimo rapporto dell'Ipcc-Intergovernmental panel on climate change sugli eventi estremi: 'Managing the risks of extreme events and disasters to advance climate change adaptation (Srex)'. Tra i diversi servizi di allerta che sono stati realizzati, a livello regionale, da ricordare il sito http://www.biometeo.it/ prodotto dal Centro Interdipartimentale di Bioclimatologia dell'Universita' degli Studi di Firenze (CIBIC), con la collaborazione dell'Istituto di Biometeorologia del Cnr di Firenze e del Consorzio LaMMA (Laboratorio di Meteorologia e Modellistica Ambientale) della Regione Toscana, impegnato dal 2005 nel Progetto MeteoSalute, finanziato dal Servizio Sanitario della Regione Toscana.

Foto www.gazzettadelsud.it

 

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