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Oneri di urbanizzazione, i contributi rischiano di rimanere sulla carta Breaking news, Cronaca

Firenze – Il rischio è che importanti risorse che potrebbero arrivare ai Comuni restino sulla carta. A sollevare il  problema, accogliendo anche le preoccupazioni espresse in merito dall’Anci Toscana, è la consigliera regionale del Pd Titta Meucci, ex-assessore all’urbanistica del Comune di Firenze,  che, riferendosi alla complessità della questione,  ha presentato un’apposita interrogazione alla giunta toscana, volta a chiarire e dirimere i punti più problematici.

“Una legge nazionale del 2014 – spiega Meucci – ha introdotto nel testo unico in materia di edilizia alcune modifiche che riguardano la quantificazione degli oneri di urbanizzazione. Si dispone che questi oneri siano quantificati anche in relazione “alla valutazione del maggior valore generato da interventi su aree o immobili in variante urbanistica, in deroga o con cambio di destinazione d’uso. Tale maggior valore, calcolato dall’amministrazione comunale, è suddiviso in misura non inferiore al 50% tra il comune e la parte privata ed è erogato da quest’ultima al comune stesso sotto forma di contributo straordinario, che attesta l’interesse pubblico, in versamento finanziario, vincolato a specifico centro di costo per la realizzazione di opere pubbliche e servizi da realizzare nel contesto in cui ricade l’intervento, cessione di aree o immobili da destinare a servizi di pubblica utilità, edilizia residenziale sociale od opere pubbliche”.

“Queste novità – prosegue Meucci – sono state recepite dalla Regione Toscana nella recente modifica alla legge sul governo del territorio, demandandone l’attuazione a una delibera della giunta, atto che ancora non ci risulta approvato. Al mancato recepimento da parte della Regione di questa nuova forma di oneri di urbanizzazione, si è accompagnata una generale astensione da parte dei comuni toscani nel disciplinare ed applicare tale contributo straordinario. Ecco perché, con la mia interrogazione ho chiesto alla giunta di fornire chiarimenti utili ad evitare una disapplicazione o una applicazione disomogenea del nuovo istituto da parte degli enti locali toscani”.

 

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