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Open data, il portale che rende il Comune trasparente Internet

Firenze è da oggi la prima “Wikicittà” d’Italia. Dalla collaborazione con l’associazione Wikitalia nasce infatti un sito internet (http://opendata.comune.firemze.it) da cui i cittadini potranno accedere a tutti i dati pubblici dell’amministrazione. Accedere all’elenco dei dipendenti di Palazzo Vecchio, conoscere in dettaglio le spese effettuate dal Comune, sapere quanti turisti hanno utilizzato la card per entrare nei musei. Ma anche localizzare le aree gioco o le piste ciclabili, accedere alle statistiche sugli alunni iscritti nelle scuole o sugli stranieri residenti in città, sapere con precisione quali lavori pubblici sono in corso e quanto costano. Da una prima batteria di 180 set di dati messi in rete, che rendono il portale fiorentino “opendata” il più ricco nel suo genere in Italia, il cittadino-utente più esperto in fatto di internet potrà inventarsi delle applicazioni e condividerle. «Da oggi parte un’avventura destinata a rivoluzionare le regole del gioco delle amministrazioni pubbliche italiane e della politica – ha dichiarato il sindaco Matteo Renzi – La P.A. dovrà abituarsi a considerare l’innovazione come qualcosa di normale e non più come una roba per addetti ai lavori o per afecionados che passano il tempo a twittare». Il Comune di Firenze ha deciso di investire  in innovazione «non solo per rendere più comodo per il cittadino l’accesso ai servizi, permettendo ad esempio al genitore di pagare on line la mensa scolastica del figlio o all’amministrazione di recuperare le multe del turista straniero che entra nella Ztl», ma vuole fare della rete «un’occasione in più per essere cittadino e non solo utente, informandosi e partecipando alla vita dell’Amministrazione». Firenze è la prima città italiana a sperimentare l’open data in maniera così spinta, e la comunità di cittadini offre senz’altro un terreno fertile all’esperimento, se è vero che Il Comune ha visto in pochi anni raddoppiare il numero delle interazioni in rete, passate da 340mila e oltre 600mila, ha incassato 5,4 milioni di euro da transazioni on line, e annovera ben 10mila utenti registrati al sito, che su 370mila abitanti è ancora poco ma è pur sempre una buona quantità. Insomma, come ha chiarito Renzi, «mettiamo a disposizione di tutti il maggior numero di dati possibile e faremo ancora di più».. «La rete può avvicinare la gente alla politica, perché può rendere la politica trasparente e partecipata – ha aggiunto Riccardo Lunata, presidente di Wikitalia – Si chiama “Open governance”, trasparenza assoluta di ciò che fanno le amministrazioni  pubbliche, e l’open data, ovvero la messa in rete dei dati, ne è uno dei pilastri fondamentali. Altro pilastro è la partecipazione attiva. Con l’open data il cittadino può inventarsi delle applicazioni e condividerle sul sito. Wikitalia ad esempio ne ha elaborata una che si chiama “decoro urbano”. Chiunque può segnalare un  strada rotta o un cassonetto fuori posto e segnalarlo all’Amministrazione in tempo reale». Con la firma del protocollo, avvenuta stamane nella Sala Cosimo I di Palazzo Vecchio, si rende ufficiale una collaborazione che va avanti già da alcuni mesi e che proseguirà per accrescere il numero di database pubblicati sul sito. «Anche l’informazione e il dibattito pubblico ne trarranno beneficio –  ha concluso Luna –  Si potrà discutere su dati concreti e non più solo su affermazioni».

foto  Studio Obiettivo 3

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