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Open Data: nei Big Data informazioni pubbliche accessibili a tutti Internet

Continua il nostro approfondimento nel mondo infinito dei Big Data. Oggi, il nostro esperto Clemente Poccianti definisce un capitolo importante, un sottoinsieme che si rivela fondamentale per le amministrazioni pubbliche: gli Open Data

Firenze – Si parla di Open Data quando abbiamo una quantità di dati disponibili aperti dove tutti possono accedere liberamente senza alcuna forma di restrizione.

Gli Open Data si possono definire come un sottoinsieme dei Big Data, le caratteristiche che le identificano sono:

Strutturati in un formato o con un applicazione digitale aperta e leggibile a tutti, questo al fine di aiutare la loro consultazione facilitando il loro riutilizzo a un fine creativo;

Liberi da brevetti e licenze in modo da non impedirne la diffusione.

– Intercettabili con facilità dai motori di ricerca.

I dati aperti hanno assunto una notevole importanza in questo ultimo decennio soprattutto grazie alle nuove misure che molte amministrazioni statali centrali e regionali hanno introdotto per migliorare la comunicazione e la trasparenza del loro operato nei confronti dei cittadini; sono queste le iniziative e i progetti che prendono il nome di Open Government.

L’Open Government ha come scopo quello di dare un servizio di accesso alle informazioni sui processi decisionali e sulle varie policy di cui l’amministrazione si occupa.

Nasce e prende forma inizialmente nel mondo anglosassone nei primi anni 2000 coadiuvato dall’incrementarsi dello sviluppo del web fra quei cittadini più sensibili al tema e anche grazie alle prime pratiche burocratiche che venivano fatte online e, come tutti sappiamo, ha portato l’inizio della grande trasformazione del patrimonio informativo dal cartaceo al digitale.

Da qua il passo è stato breve al concretizzarsi di tutta una filiera sempre più importante che va sotto il nome di Open Data da fonti amministrative e va da se che la comunicazione open basata sulla trasparenza oggi si sta trasformando nel nuovo centro di dialogo fra cittadini e amministratori.

Fino a qualche anno fa tutto ciò poteva essere inconcepibile in quanto la carenza dei mezzi informatici, il digital divide ma soprattutto la mentalità legata ancora a vecchi schemi di gestione della cosa pubblica non permetteva questo scambio di informazioni.

Si può parlare di un vero e proprio movimento così come si è affermato il movimento Open Source per il software libero contro la brevettabilità, anche questo nuovo modo di comunicare i dati governativi è cresciuto d’importanza nel beneficio collettivo, tutto sta nel capire quale potrà essere il futuro, se si andrà oltre l’accesso alle informazioni come è ora o assisteremo ad una accelerazione creativa della partecipazione dei cittadini alle attività dello Stato.

Molti sono i paesi che hanno iniziato ad aprire dei portali dedicati agli Open data, il Regno Unito e gli Stati Uniti quest’ultimo con il portale Data.gov sono stati fra i primi a capire la grande opportunità che gli si presentava, e negli ultimi anni anche l’Unione europea ha dato un suo contributo creando nel 2012 un portale dati aperti l‘European Union Open Data Portal, attualmente in versione prova (beta) e forse ancora poco conosciuto; qua sono disponibili tutto una serie di dati prodotti dalle Istituzioni, dalle agenzie e dagli altri organismi dell’UE divisi per aree di policy come l’economia, l’ambiente, l’occupazione, la sanità ecc…

 

 

 

 

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