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Opera: arriva la Rondine di Puccini, mai rappresentata a Firenze Spettacoli

Firenze – I riflettori si accendono a Firenze su  La Rondine  di Giacomo Puccini. Per la prima volta. Perché mai prima d’ora, questo che resta uno dei titoli meno frequentati del compositore, vuoi anche per quel suo stare in bilico fra opera e operetta, era approdato sui palcoscenici del capoluogo toscano. Unico spartito pucciniano pubblicato da Sonzogno, “La rondine”, completata nell’aprile 1916 dopo l’entrata in guerra dell’Italia, fu poi rimaneggiata dall’autore in diversi momenti e vide la luce a Montecarlo nel marzo 1917 con trionfale successo, stando alle cronache del tempo.

Contando sul centenario, martedì 17 ottobre, alle ore 20, per l’inaugurazione della stagione 17/18, il Maggio presenta la versione originale in un nuovo allestimento ideato dal regista Denis Krief (che firma anche scene, costumi e luci), dirige il viareggino Valerio Galli (fresco del successo di “Tosca” che ha chiuso, con “Butterfly” e “Bohème”, la “maratona” pucciniana del teatro fiorentino), protagonisti nei ruoli principali Ekaterina Bakanova, Matteo Desole, Hamsik Torosyan. Strano destino quello della “Rondine”. Puccini, dopo la tiepida accoglienza che l’opera ottenne a Bologna, in occasione della prima italiana pochi mesi dopo il trionfo monegasco, commentò: “Vedranno i posteri che bijou!”.

Fu forse a causa del soggetto che il pubblico bolognese e la critica si mostrarono disorientati e scettici: si attendevano un lavoro di passioni ardenti, come il Nostro li aveva abituati, e si trovarono di fronte una commedia borghese, eroine mediocri, poco edificanti, che si concludeva con la rinuncia da parte della protagonista, Magda, al grande amore per il giovane Ruggero, conscia di non poter accettare la vita semplice e povera che l’innamorato le prospettava. Meglio tornarsene dal vecchio amante, un ricco banchiere, e riprendere le abitudini di una vita mondana, economicamente in discese, e senza patemi. “La rondine” quindi, salvo poche occasioni, uscì dai cartelloni, alla fine (immeritatamente) bollata come opera minore.

Il tempo ha dato ragione a Puccini: La Rondine è opera di grande raffinatezza e complessa modernità, che esalta la maturità artistica del compositore. Siamo ancora di fronte una pittura d’ambiente parigino. Stavolta però non di poveri, affamati e infreddoliti bohémien, ma di una gioventù dorata che passa il tempo fra feste, locali alla moda e puntate in Costa Azzurra. Disinvoltamente e modernamente al ritmo di valzer, one step e slow fox. Repliche il 20, 22 e 25 ottobre. Info www.operadifirenze.it

 

 

 

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