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Operazione antidroga, Nardella: “Vigilare tutti insieme” Breaking news, Cronaca

Firenze – L’operazione conclusa stamani dalle forze dell’ordine nell’ambito della lotta contro la droga viene commentato dal sindaco di Firenze Dario Nardella:  “Le dichiarazioni del procuratore Giuseppe Creazzo mettono nuovamente in luce una situazione gravissima che non può più essere sottaciuta dai media e dalla società civile dice Nardella –  La criminalità organizzata prospera ovunque, in tutta Italia, soprattutto nelle zone ricche. Per questo è arrivata anche in Toscana, senza uccidere, ma facendo affari sulle spalle dei poveracci e contro lo Stato e la gente onesta. Camorra, n’drangheta e mafia sono entrate nelle nostre città con attività come il riciclaggio, il business dei rifiuti, lo sfruttamento della prostituzione”.

In mattinata infatti  militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Firenze hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Firenze  su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, emessa nei confronti di 4 persone residenti a Firenze, in Provincia di Bergamo e in Spagna, ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.  Nella rete anche due fratelli proprietari di una nota pasticceria fiorentina,  accusati di aver preso parte nella veste di finanziatori ad un’associazione che aveva la finalità di coltivare in Spagna ingenti quantitativi di marijuana  da importare e commercializzare in territorio nazionale.

“Nessun territorio – continua Nardella – è immune da questa piaga: dobbiamo esserne consapevoli e dobbiamo lavorare al fianco delle forze dell’ordine e della magistratura per combatterla con tutte le forze perché qui non attecchisca. Società civile, mondo della scuola, imprese, istituzioni: dobbiamo essere tutti uniti per prevenire e vigilare. Dove c’è illegalità crescono le mafie. Guai a sottovalutare questo pericolo. Il Comune di Firenze è in campo e lo sarà sempre di più, nei progetti con le scuole, nella collaborazione con la magistratura, ma non basta. Tutta la società civile deve sentirsi investita da questa sfida”.

 

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