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Operazione “colletti bianchi”: 13 misure cautelari a Firenze Notizie dalla toscana

È arrivata a compimento ieri, 26 gennaio, l’operazione della Guardia di Finanza di Firenze denominata “colletti bianchi”. Grazie all’inchiesta condotta dai pubblici ministeri Giuseppe Soresina ed Angela Pietroiusti e su ordine del giudice per le indagini preliminari di Firenze, le fiamme gialle hanno notificato 13 misure cautelari a carico di un notaio, quattro imprenditori, quattro commercialisti, un dipendente del ministero dello Sviluppo economico e tre prestanome. Le accuse nei loro confronti sono quelle di bancarotta fraudolenta, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte sui redditi e corruzione. Il principale indiziato dell’inchiesta dei pm fiorentini è Nicola Ermini,cinquantatreenne comercialista fiorentino che nel 2003 era già stato invischiato nel crollo della banca Romanelli. Ermini avrebbe commesso irregolarità nella gestione della ditta edile Tecnorent, che è fallita nel 2009 e della quale era rappresentante legale.  Nello specifico, Tecnorent avrebbe realizzato fittizi aumenti di capitale mediante l'acquisizione del ramo di un'azienda edile campana, la Fratelli Esposito snc, il cui valore, 835.000 euro, si è basato su una perizia contenente dati non veritieri. Ermini, inoltre, risultava titolare di 75 partite Iva ma si era formalmente spogliato di tutti i suoi beni, fra cui due immobili di prestigio in pieno centro a Firenze. Per non essere obbligato a versare quanto dovuto al fisco, Ermini aveva intestato i suoi averi a 3 prestanome: Denis Del Negro, suo padre Samuele Del Negro e suo nonno Giancarlo Del Negro. Il primo è stato sottoposto ad arresti domiciliari, mentre padre e nonno saranno obbligati a dimorare nel comune di Firenze. Per gli imprenditori campani Felice Esposito, Giuseppe Esposito, Marco Longobardi e Giuseppe Esposito, per i commercialisti Diego Lambertini e Francesco Mazzeo, per il pubblico dipendente Valter Canavese e per il notaio fiorentino Giuseppe Greco, invece, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Interdetto dall'albo un altro commercialista di Napoli. I beni sequestrati nell’ambito dell’indagine denominata “colletti bianchi”, invece, sarebbero circa 4,5 milioni di euro fra immobili, conti correnti e quote societarie.

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