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Opere contro alluvioni e dissesto, subito 654 milioni, 70 alla Toscana Cronaca

Roma Il Ministero dell’Ambiente ha stanziato 1,3 miliardi per l’avvio dei cantieri contro le alluvioni e il dissesto idrogeologico in Italia.  654 milioni sono già finanziati e serviranno per avviare da subito i cantieri nelle principali città della Paese, poi si proseguirà con gli altri cantieri . E’ quanto ha detto ieri il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, specificando che i cantieri “già finanziati partono per primi e gli altri da qui a breve, a inizio 2016” e che gli interventi sono suddivisi “per città’ da nord a sud, prevalentemente centri metropolitani interessati dal maggior rischio per la presenza maggiore di popolazione”.
Nel piano di investimenti annunciato dal Governo, che sarà oggetto di un accordo di programma tra Stato e Regione, informa la nota della Regione Toscana, sono previsti 55,5 milioni destinati subito a Firenze ed altri 18,2 a disposizione il prossimo anno. Nella prima tranche figurano le casse di espansione di Figline (42 milioni), alcuni interventi di mitigazione del rischio idraulico sul torrente Mensola (10 milioni) e l’adeguamento dell’alveo del Mugnone (3.5 milioni).
Nell’elenco del 2016 reso noto dal Ministero ci sono invece l’adeguamento della diga di Levane (16,7 milioni), alcuni interventi di rimozione di depositi su corsi d’acqua nell’empolese e sul canale emissario del Viaccia.

La notizia è stata accolta con favore dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che ha voluto sottolineare l’importanza della contiuità di investimenti dedicati alla prevenzione del dissesto idraulico e idrogeologico: “Bene il piano del ministero per finanziare i progetti delle Regioni – ha detto Rossi – contro il rischio di nuove alluvioni. E’ la scelta giusta di investire per prevenire. L’importante è che non sia un finanziamento isolato ma che prosegua nei prossimi anni. Come Regione Toscana siamo pronti ad aggiungere anche risorse nostre ed è quello che faremo fin da subito, anzi già lo abbiamo fatto in passato. Lo faremo finanziando almeno il 30 per cento delle opere”.

“Bene anche – ha aggiunto Rossi – perché si è scelto di premiare chi aveva già progetti cantierabili e guardando alle reali esigenze e criticità dei territori. Sarebbe buona prassi non tornare in futuro ad una ripartizione che ricalchi i fondi Fas e privilegi, a priori, il sud, con l’80 per cento delle risorse, rispetto al nord. La diffusione del rischio idrogeologico non è diversa infatti a seconda della latitudine. Anzi, per alluvioni e frane le proporzioni tra nord e sud sono forse l’opposto: dati dello stesso Governo alla mano. Occorre intervenire dove c’è bisogno”.

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