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Opere del “Pesarese” in mostra al Gabinetto dei Disegni e Stampe degli Uffizi Cultura

Firenze – Ha aperto ieri, giovedì 16 luglio, e sarà visitabile fino al 21 settembre l’esposizione di 42 opere su carta di Simone Cantarini, detto “il Pesarese”, protagonista della scena bolognese nel secondo quarto del Seicento.

All’esposizione su carta si affianca la mostra online dal titolo “Simone Cantarini. Opere su carta agli Uffizi” e si sviluppa nell’ambito del progetto EUPLOOS, con la collaborazione della Scuola Normale Superiore e il Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max Plank Institut.

Le opere di Cantarini esposte sono tutte conservate presso il Gabinetto Disegni e Stampe: un discreto nucleo di disegni è presente nelle collezioni fiorentine già dal 1675 a cui si aggiunge la donazione dello scultore Emilio Santarelli nel 1866.

Ed è proprio il nucleo Santarelli che rappresenta un punto di partenza per la ricostruzione del rapporto tra disegno e incisione nell’opera di Cantarini.

Simone Cantarini, allievo di Guido Reni, con il quale ebbe sempre un rapporto conflittuale, nasce a Pesaro nel 1612 si educò nell’ambiente emiliano, senza però lasciare le suggestioni della sua terra, le Marche.

In particolare fu molto vicino all’urbinate Federico Barocci e al veronese Claudio Ridolfi attraverso le cui opere entrò in contatto con la pittura cinquecentesca veneta e del centro d’Italia.

Simone Cantarini. Allievo dotato di Guido Reni (Bologna 1575 – 1642), con il quale ebbe sempre un rapporto conflittuale di amore e odio, Simone Cantarini (Pesaro 1612 – Verona 1648), detto “il Pesarese”, crebbe nell’ambiente del classicismo emiliano, riuscendo a raccogliere anche le suggestioni della sua terra, le Marche: in particolare, quelle dell’urbinate Federico Barocci (Urbino 1535 – 1612) e del veronese Claudio Ridolfi (Verona ca. 1570 – Corinaldo 1644), attraverso le cui opere entrò in contatto con la pittura cinquecentesca veneta e centroitaliana.

 

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