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“Nuovo Porto di Carrara”, M5S: “Chiarezza sul progetto” già bocciato dal Ministero Politica

Firenze – I consiglieri M5S , regionali e del Comune di Carrara vogliono fare chiarezza su un’opera da più di 50 milioni, ricondotta erroneamente al progetto “waterfront” con caratteristiche  di alto impatto ambientale in area notoriamente sensibile dal punto di vista idrogeologico ed idraulico, quale è il territorio di Carrara. A costo di dover chiedere un’inchiesta pubblica al Ministero dell’Ambiente. Infatti – ricordano il Giannarelli, Martinelli e De Pascale – il progetto, pur essendo stato bocciato nel 2002 dal medesimo Ministero, il quale specificava di evitare ogni intervento sulla foce del Carrione, è  stato portato di corsa in Consiglio comunale di Carrara, senza rendere disponibile la documentazione tecnica progettuale. Il progetto, che non rispetterebbe neanche il noto Piano paesggistico della Regione, farà tappa proprio in Consiglio regionale in estate. Dal 2002 ad oggi Carrara ha subito ben sette alluvioni.

Questa mattina Giacomo Giannarelli, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, e i consiglieri comunali M5S di Carrara, Matteo Martinelli e Francesco De Pascale, hanno tenuto una conferenza stampa sul complesso di opere chiamato “Nuovo Porto di Carrara” ed erroneamente ricondotto al cosiddetto “waterfront”.

“Il progetto di cui parliamo è arrivato in conferenza capigruppo a Carrara il 27 luglio. PD e PSI lo vogliono in Consiglio Comunale entro la fine d’agosto e ancora negli uffici – ha sottolineato Matteo Martinelli – il consigliere comunale Cinque Stelle a Carrara – non hanno a disposizione nemmeno il fascicolo di approfondimento tecnico dell’opera. Praticamente il PD e il PSI vogliono un voto alla cieca. Denunciamo lo scandalo di questa accelerazione strumentale, contraria alla base di ogni percorso partecipativo su opere di questa portata: l’informazione della cittadinanza. A pensare male sembra che queste tempistiche siano parte di una strategia precisa, volta a mettere i cittadini davanti ad un fatto compiuto”.

“Lanciamo un grido d’allarme per una minaccia all’equilibrio economico e ambientale della costa apuo versiliese. Lo scopo di questa conferenza – ha segnalato Giannarelli – è fare chiarezza su un’opera ad alto impatto, pericolosa e inutile, che si intende realizzare in un territorio già segnato da numerose alluvioni, da ultima quella del novembre 2014. Il progetto portato in pieno periodo estivo nel Consiglio Comunale a Carrara, che arriverà successivamente in Consiglio regionale, è stato già bocciato dal Ministero dell’Ambiente nel 2002, dal Tar del Lazio nel 2009 e ha raccolto le critiche circostanziate dell’ingegner Zita, esperto di Valutazione di impatto ambientale della Regione Toscana, in merito al mancato rispetto delle indicazioni contenute proprio in quel PIT approvato in fretta e furia dallo stesso PD prima delle elezioni.

“Bisogna fare chiarezza prima di tutto sui termini – ha precisato Giannarelli – non stiamo parlando di “waterfront”, come strumentalmente qualcuno sta sostenendo, perché del totale dell’opera prevista la riqualificazione dell’interfaccia porto-città è una minima parte e finanziata e cantierata in modo indipendente. Il waterfront è un’opera che noi sosteniamo, usata come “cavallo di Troia” per compiere questa cementificazione inutile e dannosa”.

“Ricordo – ha aggiunto Giannarelli – che il Porto di Carrara ha visto ridurre del 45% il traffico commerciale, arrivando alla metà del limite minimo per avere un’Autorità Portuale autonoma. Se quindi il Porto commerciale già adesso non serve, perché estenderlo? Qui ci troviamo di fronte all’ennesima speculazione edilizia fatta sulla pelle e sulle tasche dei cittadini che spenderanno per quest’opera oltre 50 milioni di euro”.

Francesco De Pascale, consigliere comunale M5S a Carrara ha aggiunto:
“Nel decreto ministeriale di bocciatura è scritto con precisione di evitare ogni intervento sulla foce del Carrione perché aumenterebbe il rischio di alluvioni. Ricordiamo che il Ministero dell’Ambiente si è espresso nel 2002, prima delle sette alluvioni che hanno interessato Carrara. Siamo preoccupati per il nostro territorio e segnaliamo che seguendo il principio, espresso dal geologo Caniparoli nella sua perizia giurata, che “non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo” i consiglieri comunali e regionali che voteranno per quest’opera rischiano reato penale in presenza di disastri simili a quanto avvenuto con l’esondazione del Carrione del novembre 2014”.

“Oltre a chiederci se sia necessaria una valutazione psicologica sul PD che qualche mese prima approva il PIT e qualche mese dopo accellera su un progetto in contrasto con le sue indicazioni – ha concluso Giacomo Giannarelli – chiederemo al presidente Rossi, capofila di questa accelerazione estiva, il rispetto della legge regionale sulla partecipazione n. 46/2013 dove si legge che per ogni opera con spese superiori ai 50 milioni di euro è obbligatorio il Dibattito pubblico. Qualora, contravvenendo con cavilli a questa norma, Rossi e la Giunta non avviassero da subito questo strumento, presenteremo una mozione perché richiedano al Ministero dell’Ambiente l’Inchiesta pubblica, come da legge regionale n.10/2010”.

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