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Opere strategiche messe a rischio dai conflitti fra istituzioni Opinion leader

La decisione del Comune di Sesto Fiorentino di fermare tutti gli iter amministrativi di sua competenza per la costruzione del nuovo impianto di Case Passerini, di fatto rischia di fermare o rallentare la realizzazione di ciò che è stata da anni individuata come la principale soluzione per la gestione dei rifiuti nell'area metropolitana della Toscana. Per l’ennesima volta, dunque, divergenze politico-istituzionali impediscono di mettere il più rapidamente possibile in sicurezza la regione in questo fondamentale settore dell’organizzazione territoriale. La scelta del Comune di Sesto Fiorentino deriva a sua volta dalla decisione della Regione Toscana di approvare il PIT con la soluzione dello spostamento dell'aeroporto di Peretola. Si tratta di un conflitto istituzionale che al di là delle ragioni di ciascuno, mette a rischio un’opera strategica, un rischio che la Toscana non si può permettere. Non si può dunque tornare indietro, ma non si può nemmeno continuare a governare i territori senza tenere conto dei problemi e delle soluzioni ottimali per tutti. Riteniamo dunque che debba prevalere il senso di responsabilità e che le amministrazioni trovino rapidamente un’intesa, per garantire il rispetto dei tempi di realizzazione dell'impianto, definito dalla pianificazione e dalle procedure di gara avviate e che non possono essere alterate senza produrre gravi danni di tipo economico (ordini già avviati e cantiere già in fase di organizzazione), per non parlare delle conseguenze legali.

Lo stesso discorso vale per l’area costiera. Al Convegno di Livorno, organizzato dall'ATO Costa giovedì 13 dicembre scorso, è emersa tutta la difficoltà di approvare il piano interprovinciale contenente l'ipotesi del nuovo impianto di termovalorizzazione di ambito a Livorno. Rischia così di allontanarsi lo scenario dell'unica soluzione ragionevole ed efficiente per mettere in sicurezza la seconda area metropolitana della Toscana nella gestione dei rifiuti. Anche in questo caso conflitti fra le amministrazioni rischiano di frenare un percorso di gestione definito dall'Ato con la gara per la scelta del partner privato del gestore unico.

Sono due segnali molto preoccupanti, che mettono a rischio il difficile percorso di realizzazione di impianti di interesse regionale chiamati a chiudere il ciclo di gestione a valle delle scelte sulla riduzione e la raccolta differenziata. E' necessario che questi conflitti si risolvano rapidamente per garantire alla Toscana un’efficace gestione dei rifiuti, allineata alle migliori pratiche europee, che verranno presentate martedì 18 nel convegno organizzato da Confservizi Cispel Toscana insieme alla Camera di Commercio. Interverranno i rappresentanti dei territori di Copenhagen, Vienna, Manchester, Monaco di Baviera e Lisbona che illustreranno modelli di gestione che hanno prodotto i migliori risultati in termini di efficienza e sicurezza.  Alla Regione Toscana chiediamo un’iniziativa forte per confermare la priorità di queste scelte ed attivare le decisioni necessarie e il coordinamento con tutte le amministrazioni coinvolte. Per far questo occorre che la Regioni adotti urgentemente il nuovo Piano Regionale di Gestione dei rifiuti.

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