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Orbetello, ancora emergenza a Levante. Wwf: “la risospensione a Ponente funziona” Ambiente

Orbetello –  Si sta lavorando per trovare soluzioni ad un’emergenza ambientale ancora in corso nella laguna Levante di Orbetello, quella dell’insufficienza di ossigeno per la vita dei pesci, causata dall’eccesso di quantità organica (una sorta di eutrofizzazione estrema), che ha portato al tracollo ittico dello scorso 24 luglio, quando sono morti per anossia più di due tonnellate di pesci. Il Wwf  ricorda che la via, “già di successo nel bacino di Ponente della laguna, è la risospensione dei sedimenti superficiali“. Infatti il disastro ittico si è verificato dove questa tecnica non è stata impiegata, nella laguna di Levante”.

Il metodo della risospensione dei sedimenti, oggetto di numerose pubblicazioni scientifiche  è la “vera e unica soluzione per permettere alla laguna di resistere al meglio anche ai problemi in parte irrisolti – spiega il Wwf – , come gli scarichi degli impianti di piscicoltura, oggetto da alcuni mesi di puntuali richieste di  chiarimento da parte della Ue”.  “La crisi ambientale ad Orbetello è avvenuta proprio laddove il metodo, efficace e peraltro anche  economico da realizzarsi, non era ancora stato applicato”, ribadisce il Wwf. Per questo il  Wwf auspica che tale prassi sia estesa nella laguna di Ponente.

Sullo scenario dell’emergenza potrebbero essere proposte e magari partire anche iniziative non opportune, non ben ponderate. E’ questo in sintesi il timore del Wwf che accoglie con favore il sostegno per affrontare l’emergenza portato avanti dal Governo centrale e dalla Regione in concerto con gli enti locali, ma avverte che “va evitato che arrivino proposte intese a spendere soldi in studi e esperienze inutili e dispendiose, come spesso accade in questoPaese, quando si verificano le calamità”, quando si intraprendono “soluzioni intese a spendere inutilmente soldi”. Per questo il Wwf  invita a trovare soluzioni “coerenti con le caratteristiche e la natura dell’area” lagunare di Orbetello, a partire dalla nota tecnica della risospensione dei sedimenti.

L’associazione ambientalista, da sempre impegnata nelle aree umire italiane, si riferisce al metodo di gestione ambientale adottato nel giugno 2014 dalla Regione Toscana, e che il Wwf ha da subito appoggiato, basato sulla risospensione dei sedimenti superficiali ricchi di detrito organico, al fine di accelerare i processi di mineralizzazione per via ossigenica. Metodo applicato per un anno nel bacino di Ponente, e che si è dimostrato efficace.

Il Wwf mette anche in evidenza che essendo la laguna di Levante è andata in crisi anossica perche le sue caratteristiche, uno “stagno costiero con bassa profondità e ridotto scambio d’acqua, la predispone all’eutrofizzazione” (come è stato rilevato sia quest’estate prima del disastro di fine luglio, sia lo scorso anno) e all’accumulo di detrito organico nei sedimenti.  “Queste caratteristiche portano il bacino a riscaldarsi sensibilmente quando le temperature si alzano – specifica il Wwf – , mentre il detrito organico subisce l’azione intensa di batteri anaerobi (senza ossigeno). La crisi che ha interessato la laguna di Levante si è manifestata durante un’ondata di caldo anomala, che ha raggiunto temperature record sia nelle acque della laguna con punte di 34°C, che in mare con 30°c. Un analogo episodio si è verificato in contemporanea, negli stessi giorni del grande caldo, nelle acque del lago di Varano, all’interno del Parco nazionale del Gargano”.

Il Wwf esprime ha espresso la propria vicinanza a tutte le categorie professionali, per primi i pescatori, che hanno subito i danni causati dall’emergenza ambientale ancora in corso nella laguna di Orbetello.

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