energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Ordini romani per candidatura Meucci in Regione, trovato il “renzianissimo” Politica

Firenze – Assessore all’urbanistica, super impegnata nel condurre in porto un regolamento urbanistico che ha la peculiarità di essere il primo dopo circa quindici anni per Firenze, renziana di ferro: Elisabetta Meucci dice di “esser caduta dalle nuvole” quando ha ricevuto, ormai sette giorni fa, la telefonata di Luca Lotti che di persona le chiedeva di “spostarsi” in Regione. Una scelta che risponde alla domanda che Stamp aveva avanzato qualche tempo fa circa il nome del “renzianissimo” di cui il gruppo del “giglio magico” andava alla ricerca per mettere in campo un proprio candidato capace di attrarre il voto dei “renziani puri”. Una necessità che, a ben vedere, si poteva intuire dando un semplice sguardo al sia pur eterogeneo gruppo con cui il Pd si presenta alle regionali, che ricordiamo: Eugenio Giani, Stefania Saccardi, Andrea Barducci, Daniela Lastri, Marta Rapallini, Andrea Giorgio, Severino Saccardi. Ottavo dato per possibile, Nicola Perini renziano nonché cognato di Lapo Pistelli.

Il “renzianissimo”, insomma, era ancora da trovare: note le storie politiche di Barducci e Lastri, personaggio che poggia su solide basi ben acquisite e tutte proprie Eugenio Giani, in politica da prima dell’avvento di Renzi con un proprio tesoretto di voti di ambito cattolico Stefania Saccardi, la scelta è caduta sull’attuale assessore all’urbanistica Elisabetta Meucci, che, oltre all’incarico di giunta ricevuto direttamente da Renzi e confermato da Nardella, ha dalla sua una grande e concreta esperienza anche dei meccanismi regionali, oltre che del lavoro politico e amministrativo comunale.

Non solo. L’assessore Meucci è anche benvoluto in circoli che si collocano al di fuori del giglio magico e dunque potrebbe attrarre voti di una parte di non fedelissimi alla linea della maggioranza del Pd. Pur restando inattaccabile per la sua sempre confermata lealtà al segretario di partito nonché premier. Ed è proprio da questo punto di vista che qualcuno ha ipotizzato che la candidatura di Meucci sia, se non ancora un attacco, tuttavia un avvertimento alla Saccardi da parte dei renziani, in funzione preventiva. Del resto, la candidatura Meucci serve senz’altro a rappresentare anche quell’alveo di voti che guardano ancora alla sua formazione Ds, mentre Saccardi è il collettore del voto cattolico. Ma se sulla carta le candidature potrebbero apparire complementari, è senz’altro vero che Meucci ha dalla sua carte più variate, che, con l’appoggio senza se e senza ma dei renziani la colloca in una posizione che potrebbe creare qualche fastidio all’attuale vicepresidente toscana. Anche perché mentre i riferimenti per quella parte di elettorato che si colloca nella minoranza del partito sono evidenti, finora non c’era un riferimento altrettanto forte per i renziani “puri”. D’altro canto, suggerisce qualcuno, se la candidatura Meucci potrebbe essere di qualche fastidio per Saccardi, potrebbe anche prefigurare qualcosa di più per la giunta regionale, dove, negli ultimi tempi, l’assessore Marson è parsa un po’ in affanno. Che sia questa la manovra pilotata da Roma? Certo, non sarebbe male mettere nella squadra di governo di Enrico Rossi, “pentito” di tutto sommato breve corso, due “giannizzere” (che tra l’altro avevano dimostrato di collaborare molto bene in Comune) come la coppia Saccardi-Meucci. In questa prospettiva, il rischio che le due candidature possano darsi noia a vicenda, sarebbe tutto sommato un rischio calcolato. Infine, aggiungiamo che Nardella sembra non abbia sbarrato il passo con decisione alla “chiamata” del suo assessore in Regione. Nessun “no” perentorio come all’ipotesi che era stata prospettata a Federico Gianassi. Finito il regolamento urbanistico, che resta una priorità che solo una figura conosciuta come Meucci poteva portare a casa, il sindaco non ha fatto problemi. Che sia già pronta anche la successione all’Urbanistica?

Print Friendly, PDF & Email

Translate »