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Oreste Giurlani difende l’ora di religione nelle scuole Politica

Ieri  il Ministro della Pubblica Istruzione Profumo, che durante l’estate ha firmato  con il Cardinale Angelo Bagnasco una nuova Intesa con la Conferenza Episcopale Italiana su l’insegnamento della religione,  ha avanzato la proposta che l'ora di religione nelle scuole italiane divenga un corso di storia delle religioni o di etica, tenendo conto anche dei cambiamenti avvenuti nel Paese, con il numero crescente di studenti che provengono da culture e religioni diverse dalle nostre. La proposta ha suscitato subito un dibattito e ha diviso, come sempre accade in questi casi, il fronte dei favorevoli e dei contrari. Tra chi difende l’ora di religione il Presidente Uncem Oreste Giurlani – il quale nel suo paese è anche catechista in parrocchia – il quale non manca di evidenziare l’aspetto Concordatario: “Capisco il ragionamento del Ministro – dice Giurlani – che non parte da posizioni pregiudiziali o ostili alla Chiesa Cattolica, ma rivendico la necessità, come ha detto il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio per la cultura, che il messaggio evangelico e i grandi insegnamenti cristiani vadano sempre insegnati. Inoltre, non dimentichiamo che il Concordato fra Stato e Chiesa cattolica prevede che l'ora di religione a scuola resti cristiana e questo non può non essere tenuto in conto. Che poi si possano aggiornare metodi e programmi è un altro discorso e su ciò si può certamente discutere”. Tutto bene, con la sola eccezione che il Concordato, non è tra l’Italia e la Chiesa Cattolica, come afferma Giurlani, essendo una entità spirituale, bensì con la Santa Sede, ovvero con lo Stato Vaticano, ente diplomatico riconosciuto dalla quasi totalità degli Stati del mondo. Matita rossa per Giurlani.

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