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Oscar: l’Italia candida “Cesare deve morire” dei fratelli Taviani Spettacoli

La scelta di far correre “Cesare deve morire” dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani come candidato italiano per miglior film straniero agli Oscar, ha sicuramente dei buoni motivi. Infatti sono molti gli aspetti a suo favore: a parte l'appettibilità da parte degli addetti ai lavori stranieri, basta pensare al'Orso d'oro ricevuto al Festival di Berlino e la partecipazione in questi giorni al Festival di New York come unico film italiano, c'è poi la curiosità di una compagine di attori detenuti che si cimentano nella messa in scena di un conosciutissimo classico del mondo anglo sassone, come è appunto l'omonima opera di Shakespeare.  I detenuti che hanno preso parte al film sono tutti rinchiusi nel carcere di Rebibbia a Roma. Secondo voci attendibili, sembra che quanto ha stabilito ieri la Commissione di Selezione, istituita presso l'Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediale) su incarico dell'Academy Award, sia stato praticamente un voto in totale unanimità. Infatti, tra i dieci film presenti nella rosa dei candidati, solo “Reality” di Matteo Garrone era stato inizialmente scelto da una piccola parte dei votanti, che poi invece si sono trovati d'accordo su “Cesare deve morire”. Una pellicola che darà filo da torcere ad altri avversari temibili. Tra i film in competizione: “Amour” di Michael Haneke, Palma d'oro a Cannes 2012, il francese campione di incassi “Quasi amici” di Olivier Nakache ed Eric Toledano, “Barbara” di Christian Petzold, Orso d'argento a Berlino 2012, “Beyond the Hills” di Cristian Mungiu, premi per la sceneggiatura e le due attrici principali, Cosmina Stratan e Cristina Flutur a Cannes 2012.

Non mancheranno le ovvie polemiche di chi vede questa scelta della commissione, negativa per l'immagine dell'Italia all'estero. Discutibile infatti essere stati in corsa con due film come “Cesare deve morire” e “Reality”, che hanno come protagonisti dei detenuti. Ma c'è da dire che il film dei Taviani resta quest'anno il film italiano più venduto all'estero, in ben 73 paesi, e dal prossimo febbraio sarà distribuito anche negli Stati Uniti. La premiazione di “Miglior film straniero” avverrà il prossimo 24 febbraio al Kodak Theatre di Los Angeles.

Angelo Barbagallo, Nicola Borrelli, Francesco Bruni, Martha Capello, Valerio De Paolis, Piera Detassis, Nicola Giuliano, Fulvio Lucisano e Paolo Mereghetti hanno creduto ai fratelli Taviani, e intanto da parte degli stessi Paolo e Vittorio Taviani, che hanno ricevuto la notizia della candidatura mentre erano in partenza proprio per gli States, per partecipare al Festival di New York, arrivano parole di ringraziamento: “Siamo felici, ed è solo l'inizio di un bel viaggio. C'è tanta strada da fare. La notizia che ci ha raggiunto è davvero un bel buon viaggio. I film che concorrevano erano film di autori importanti per il cinema italiano e non solo italiano. Comunque il gioco è appena cominciato”.

Il film è prodotto da Agnese Fontana con le sue colleghe Grazia Volpi e Donatella Palermo, produttrice esecutiva. Fontana ha dichiarato: “Un progetto non facile che ha richiesto l'unione di più forze, ma universale, sa arrivare al cuore della gente”. E sui Taviano, che lei chiama scherzosamente “i ragazzi”, confida: “hanno una purezza nello sguardo che grazie alla loro esperienza diventa entusiasmo con la profondità che spesso la giovinezza non riesce ad avere”. E sul film continua: “la tematica che viene affrontata è assolutamente universale e aperta all'immedesimazione vista con l'emozione, in primis, dei due direttori che l'hanno saputa raccontare in modo così intimo. Quello che viene portato in scena non è altro che quello che è stato vissuto in prima persona dai registi nel rapporto con i detenuti durante il laboratorio teatrale”.

Il 10 gennaio 2013 saranno rese le nomination dall'Accademy Award, e scopriremo se “Cesare deve morire” sarà in lizza per vincere qualche statuetta. La sfida è appena cominciata.

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