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Ospedale Piombino, infermiera arrestata: 13 omicidi l’accusa Cronaca

Livorno – L’accusa è di omicidio volontario continuato e aggravato: vittime 13 pazienti ricoverati nell’ospedale di Piombino. La protagonista è una infermiera professionale che è stata arrestata dal Nas dei carabinieri. 

Negli anni 2014 e 2015, secondo le ricostruzioni delle indagini, l’infermiera sarebbe risultata responsabile del reato di omicidio volontario continuato di 13 pazienti  tra 61 e 88 anni tutti ricoverati, a vario titolo e per diverse patologie, presso l’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale civile di Piombino,  con la somministrazione di dosi massicce di anticoagulante.

“Verificheremo -ha commentato l’assessore al diritto alla Salute Stefania Saccardi – se vi sia adeguata attenzione nella valutazione dei casi; voglio tuttavia sottolineare che l’indagine è partita sulla base di due denunce da parte del SSR e che, appena avuto il sospetto del coinvolgimento dell’indagata nei fatti, l’infermiera venne spostata dal suo posto di lavoro””.

Oggi pomeriggio alle 16 la direttrice della Asl Toscana nord ovest Maria Teresa De Lauretis terrà una conferenza stampa all’ospedale di Livorno per illustrare i fatti e presentare il proficuo percorso di collaborazione con la magistratura e con i Nas. Appena avute le prime conferme, fanno sapere dalla Asl, l’infermiera è stata trasferita dal reparto al poliambulatorio, dove non vi è somministrazione di farmaci.

Da parte sua il Codacons ha emesso una nota nella quale si pone “una domanda alla quale gli inquirenti dovranno fornire al più presto risposta: come sia stato possibile che di fronte a 13 decessi sospetti l’ospedale non si sia accorto di nulla”. Il Codacons, che annuncia un esposto in Procura sul caso dell’infermiera che avrebbe provocato la morte di 13 pazienti ricoverati presso l’Ospedale civile di Piombino.

“Per ben due anni la donna avrebbe operato in totale libertà, facendo impennare il tasso di decessi presso il reparto di anestesia e rianimazione del nosocomio, e portando alla morte i pazienti sempre con la medesima tecnica – spiega l’associazione – Vogliamo pertanto capire come abbia agito l’ospedale di Piombino in tale contesto, se siano stati assunti provvedimenti a seguito delle morti sospette e quali misure siano state adottate dalla struttura a salvaguardia della salute dei pazienti”.

Il Codacons offre infine assistenza legale ai parenti delle vittime, perché nel caso in cui dovessero emergere responsabilità da parte dell’infermiera e di altri soggetti pubblici e privati, sarà possibile rivalersi su di essi per ottenere il risarcimento dei danni morali subiti. Gli interessati possono contattare il numero verde gratuito del Codacons SOS Malasanita’ 800 582493

 

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