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Otto toscani su dieci possono ancora festeggiare il Natale Società

Arrivano le prime tredicesime erogate dall'Inps, e sono quelle dei pensionati: nella nostra regione, secondo i dati di Confesercenti Toscana, si parla di 970mila persone, che in media riceveranno 800 euro. Tra queste, sono 117 quelle che riceveranno 477 euro. E la cifra, aggiunge la nota, non è ancora detassata, “come chiediamo da anni”. E così, tenendo conto anche dell'inflazione, il potere d'acquisto di pensionati e loro famiglie cala ancora dello 0,6% rispetto all'anno scorso. In attesa delle tredicesime che giungeranno ai lavoratori dipendenti, ancora più ridimensionate dal ricorso molto pesante alla cassa integrazione, alla mobilità, tenendo conto inoltre del blocco dei salari che si attua di fatto, Confesercenti tenta di fare le previsioni sulle spese di Natale.

Intanto, dalla tabella sulle tredicesime dei pensionati toscani elaborate da Confesercenti su dati Inps, si ricavano alcune preziose informazioni per tentare le previsioni di spesa natalizia: le pensioni dei lavoratori autonomi sono 375.719, con un importo medio di 773,17 euro, per un totale di 290.495.000 euro. Le pensioni dei lavoratori dipendenti sono 587.749, importo medio  983,49,  per un totlae di 578.051.000 euro. In definitiva, si tratta di 868.546.000 ( a lordo Irpef) di denaro “fresco” che dovrebbe entrare nel ciclo dei consumi natalizi.

Ma che la questione non sia affatto semplice, lo spiega Massimo Vivoli, presidente di Confeserecenti Toscana: “Ci avviciniamo al Natale in un clima di insicurezza che  ancora prevale nelle famiglie e nelle imprese – spiega Vivoli – L’inversione di tendenza nel “sentiment”  dei consumatori, che  torna  a farsi strada, non è corrisposto da una legge di stabilità che al massimo tampona, mette qualche pezza qua e la  ma non costituisce quella svolta che sarebbe necessaria. Da un indagine condotta da Confesercenti Toscana a 20 giorni  dalle feste natalizie si rileva concretamente che dopo 6 anni di una flessione consecutiva dei consumi, tra i consumatori, cresce la voglia  di chi vorrebbe tornare  a festeggiare il Natale  come una volta. Ma la realtà è purtroppo diversa. Il disagio sociale è forte e coinvolge direttamente migliaia di piccole e medie imprese”.


E dunque? Dunque, lo scenario rivelato dalla ricerca condotta da Confesercenti, in attesa del pagamento delle tredicesime dei lavoratori dipendenti, non è affatto incoraggiante: nonostante cresca la voglia di un “Natale come si deve”, emerge che la quota di coloro che non effettueranno alcun acquisto per il periodo natalizio sale al 13%. “Il 60% – si legge nella nota – mantiene un profilo di sobrietà confermando sostanzialmente il budget dello scorso anno. Mentre il restante non si esprime o non si sente di dichiarare i propri comportamenti”.

Tra gli operatori commerciali, aggiunge Massimo Vivoli “c’è la consapevolezza che lo shopping resta condizionato dalla  più grave  crisi che il Paese abbia mai attraversato nell’ultimi vent’anni, ma spinge il settore a non spengere le luci di Natale ed a  reagire, contenendo al massimo i propri ricarichi, offrendo alla clientela nuove opportunità accompagnate  dalla consueta cortesia e professionalità  che è  un valore inestimabile del nostro articolato tessuto commerciale”.

Dove andrà a finire la tredicesima 2013? Dalla ricerca di Confesercenti, la tredicesima 2013, considerato “il calo del potere di acquisto e l’incertezza che permane, verrà utilizzata per il 40% per  mettersi in pari: saldare le bollette, le utenze, pagare i mutui, ecc”. Si passa poi a un 30% che verrà utilizzato per le spese durature, come calzature ed elettrodomestici per la casa, il  10% per i piccoli regali tradizionali a parenti o amici, oltre a un 5% per giocattoli. Le spese più personali rimane il residuo, come per i viaggi. E se rimane qualcosa, si cerca di accantonarla per parare esigenze improvvise e future.

Per quanto riguarda la percezione dei toscani circa i regali di Natale, è in diminuzione la percentuale che li considera una “spesa necessaria, ma della quale farebbe volentieri a meno”, 35%  nel 2013 contro il 40% del 2012. Aumentano in vece al 40% i toscani  che considerano i regali di Natale una spesa piacevole da affrontare (erano il il 35,8% nel 2012), mentre il 22,8% considera i regali di Natale una spesa del tutto inutile, ma che comunque deve essere affrontata. In definitiva,  quasi 8 toscani su 10 faranno acquisti nei prossimi giorni.

Infine, su cosa si orienteranno i toscani per i loro regali? In previsione, gli acquisti si orienteranno su articoli duraturi per la casa,  l'elettronica, i giocattoli. Dovrebbe tenere abbigliamento, biancheria intima,  e infine le calzature, quest'ultime caratterizzate da lunghi anni di trend negativo.

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