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Ottobre di sfratti, Firenze è in preda al caos Cronaca

Emergenza sfratti:  per ora ciò che rimane è il numero: 140 sfratti esecutivi a ottobre. Nessuna commissione, come da accordi presi a giugno fra sindacati di categoria, Movimento di Lotta per la Casa, Prefettura e Regione è stata costituita per la calendarizzazione delle esecuzioni. Responsabilità? In buona sostanza, secondo gli esponenti sindacali, spetta alla Regione la maggior parte della "colpa". Ma, a prescindere da qualsiasi altro dato, il più grave è quel 140 che continua a martellare in città, preanunciando un ottobre caldo, anzi bollente.

"Cosa racconta Renzi sul camper? – chiede ironicamente Lorenzo Bargellini, leader del Movimento di Lotta per la Casa –  racconta delle 7 esecuzioni al giorno, delle mille persone che si trovano negli stabili occupati, dei 140 richiedenti asilo di via Slataper? ..". Sono solo punte di un iceberg che non ha paragoni con nessuna delle vicende passate della città: basti pensare alle 25 famiglie sotto sfratto di Fiesole, che risiedono nelle case della Cassa di Rsiparmio di Firenze, o alle donne e bambini che riempiono le strutture comunali. Ma anche alla persona che il 2 ottobre vedrà le forze dell'ordine alla sua porta, perchè con due ore di pulizie alla settimana denucniate e altre due al nero, non può pagare un canone che si aggira sui 600 euro, per due stanze minuscole del centro storico. 

Quali potrebbero essere le soluzioni? " Ad esempio, costituire subito la commissione promessa – continua Bargellini – oltre a considerare i punteggi delle persone in fila per l'assegnazione della casa popolare, e a compiere al più presto una revisione completa dell'emergenza casa". Il 10 ottobre intanto Unione Inquilini e Movimento di Lotta per la Casa saranno insieme per un'iniziativa che coinvolgerà 100 città italiane: a Firenze si svolgeranno due presidi, alle 10,30 in via Cavour fra Regione e Prefettura e alle 12 in via Verdi, all'Assessorato della Casa del Comune. Le richieste sono quelle ben conosciute: la costituzione immedaiata della commissione di grasduazione degli sfratti (promessa negli incontri di giugno) con immediata approvazione della proposta di legge regionale che la isitutisce e che dovrebbe garantire anche il passaggio da casa a casa; il reintegro totale dei fondi ex-Gescal (quelli stornati a suo tempo sui trasporti pubblici) più i proventi delle vendite (quantificati in più di 130 milioni di euro) per realizzare con porcedure d'urgenza alloggi popolari da costruire, ristrutturare, acquistare. 

E per quanto riguarda il Comune di Firenze? Anche in questo caso le richieste avanzate riecheggiano soluzioni chieste più volte: stoppare le vendite all'asta del patrimonio pubblico (anche in considerazione del fatto che spesso le aste rimangono deserte, vedi teatro comunale … ) , organizzare una vertenza generale per l'uso sociale del patrimonio demaniale in disuso, caserme e strutture Asl in primis; infine, utilizzazione degli alloggi di risulta per tutti. 

Il problema tuttavia è molto complesso, e come, sottolinea il presidente nazionale dell'Unione Inquilini Vincenzo Simoni, sconta anche un mutato assetto degli interessi che muovono il mercato. "Non possiamo non prendere in considerazione, in questa crisi generale, i piccoli proprietari, che in questa situazione subiscono le conseguenze dell'impoverimento generale. In realtà, ci si ostina a non considerare il fatto che la povertà è molto più estesa rispetto a quanto viene generalmente ammesso; uno stipendio di 800 euro non assicura la sopravvivenza di una famiglia, e neppure di un singolo, quando i canoni rimangono a livelli medi (per piccoli alloggi di due vani) di circa 600 euro al mese. Come si sopravvive, quando per una famiglia di tre persone, magari a monoreddito, si pagano 800 euro mensili, magari l'intero stipendio? Senza parlare di bollette, e carovita indotto dalla crisi. Ciò che è saltato è l'intero mercato immobiliare: domanda e offerta non s'incrociano più e il risultato è il caos, la giungla gneralizzata". 

Un esempio di come in realtà non si tenga conto delle povertà "fluttuanti" vale a dire quelle non rilevabili ma ben reali, sono, secondo le assoicazioni di categoria e il Movimento, le modalità con cui si "sbarra" l'accesso a molti cittadini poveri al nuovo bando per la casa popolare. "Per potere accedere – spiega Simoni – è necessario possedere ed esibire il certificato di disoccupazione o quello di licenziuamento. Ora, mentre ciò può avere un senso in realtà industrializzate come Sesto Fiorentino ad esempio, è totalmente inefficace a Firenze, dove il lavoro è spesso al nero, o a ore, o non rilevabile con certificati come quelli richiesti: pulizie domestiche ad esempio, o l'attività di badante. Attività per cui la diminuzione di reddito non è documentabile.  Insomma, unitamente a altre complicazioni regolamentari, l'accesso al bando Erp si trasforma in un vero e proprio percorso a ostacoli, di cui è difficilissimo aver ragione". 

Inoltre, la novità preoccupante è anche che gli sfratti a questo punto riguardano tutte le zone del territorio: si è costituito un comitato anti-sfratto a Campi Bisenzio, si soffr e si lotta a Bagno a Ripoli, Fiesole, Impruneta, Scandicci. Anche la provenienza sociale si innalza: basti pensare che gli sfratti della Cassa di Rsiparmio (proprietaria di circa 900 immobili) riguardano anche suoi ex-dipendenti. E la richiesta di costruire di più, avanzata da sindacati, movimento e cittadini, riguarda anche e soprattutto il riutilizzo di aree per ora dismesse, da San Salvi, alla Manifattura Tabacchi, magari anche con sistemi misti di accordi pubblico-privati. Venendo incontro all'esigenza di non cementificare ulteriormente il territorio cittadino. Ma la parola "magica" è: fate presto.  Anche perchè dall'Ufficio Casa dal Comune fanno sapere: "Anche 40 sfratti a ottobre creerebero problemi insormontabili". Immaginarsi 140. 

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