energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Oversize Rubriche

Dopo l’arrampicata fino a Fiesole e poi all’Olmo decido di puntare la ruota anteriore della mia Atala verso Borgo e a quel punto arrivarci è un piacere, solo discese e pianure, un giulebbe! Arrivo intorno alle 12, il caldo è torrido. Considero 2 possibilità per fare una pausa e scongiurare la morte di un uomo minacciato dalle sue senili velleità sportive: o andare al museo della Manifattura di Galileo Chini o buttarsi nella piscina comunale. Essendo un intellettuale e volendo stare per antica formazione politica vicino al popolo scelgo senza troppi tentennamenti la piscina. Qualche pigro inzuppamento nell’acqua azzurra, un piatto di sedanini freddi con pomodori ciliegini, scaglie di ricotta salata e spruzzi di prezzemolo tritato e mi accingo a osservare chi mi sta intorno. Fa caldo, le scuole sono chiuse e la piscina è affollata da adolescenti urlanti, correnti, tuffanti, ridenti. Ecco che ai bordi della piscina per i tuffi dove soprattutto i maschi inventano stravaganti maniere per lanciarsi nell’acqua dal trampolino fra le urla di approvazione delle loro coetanee mi accorgo di una cosa della quale mi ero forse già accorto anche al mare: i ragazzi, tutti, senza eccezione alcuna, indossano costumi da bagno lunghi, insomma che coprono loro le gambe fino al ginocchio, oversize. E a vita bassa, bassissima. Le mode son mode e per i ragazzi son spesso vangeli. La novità di questa tendenza della giovanile moda balneare è la presenza delle mutande sotto. Sotto si, ma perfettamente e rigorosamente visibili sopra la vita bassa dei costumi. Ho cercato di osservare, attento a non destare sospetti sulle mie inclinazioni sessuali, se si trattasse di ulteriori costumi da bagno a slip ma mi sentirei di escluderlo: trattasi di mutande, variopinte, con il nastro elastico spesso sgargiante ma mutande. Lì sul posto e poi anche per ingannare il tempo e la fatica che cominciava a farsi sentire durante la pedalata, dai ritmi per me arditi, che mi ha portato in successione a Vicchio, a Dicomano, alla Rufina, a Pontassieve e finalmente a casa, a Firenze (per un totale di 88 kilometri, 88!) mi sono messo a cercare un perché di una moda del genere. E’ risaputo (è risaputo?) che la moda che ha voluto sostituire quegli striminziti pantaloncini delle divise del calcio italiano e internazionale indossati a suo tempo da Passarella, Falcao, Platini, Socrates, con le braghe larghe e lunghe portate per il campo oggi da Pirlo e compagnia, quella moda, dicevo, proviene dagli USA dove trova origine nei quartieri poveri e neri. Qui l’assistenza sociale distribuiva indumenti usati e spesso di taglie di non poco maggiori del necessario, “a crescenza” si direbbe a Firenze. I maghi dello “streat wear” e poi anche i più osannati stilisti giovanili si sono convinti che largo è bello. La mutanda sotto nella divisa da bagno mi sembra vada nella stessa linea: “non porto il costume e basta perché non faccio il fighetto e le mutande sotto fanno molto casual”. Se vi sembra che non sia questa una grande riflessione posso anche non darvi torto, ma provateci voi a pensare qualcosa di meglio, anzi a pensare proprio, mentre pedalate per 88 km!

Gianni Caverni

Print Friendly, PDF & Email

Translate »