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Ozmo e la street art: lo spazio dell’idea Cultura

Succede che prima di fare un intervista l'intervistato ti rivolga delle domande. Più o meno personali. Succede che l'intervistatore, a ruoli ribaltati, non sappia rispondere. È successo al sottoscritto. Eppure, la domanda non era delle più complesse. – Perchè questo convento si chiama San Michele degli Scalzi? – Ovviamente in onore dell'Arcangelo e perchè i frati andavano scalzi. – Perchè i frati andavano scalzi? – Prima di sbagliare, non posso evidentemente consultare Google, passo la mano. E quindi chiedo la risposta. – Prova a vivere nel 1200 sulle sponde dell'Arno con i piedi a mollo tutto il giorno e poi la risposta viene da se. – Mi ha detto, sorridendo, Gionata Gesi in arte Ozmo. Artista di fama internazionale. Principale esponente della street art italiana. 38 anni. Pisano.

È al lavoro per realizzare un'opera nella parete d'ingresso del SMS. La raffigurazione che prende forma in queste ore è proprio quella di San Michele. – L'angelo con la spada che reprime la rivolta del Diavolo è un personaggio centrale della tradizione. Non è solo il fedele soldato di Dio ma la sua mano destra. – Chiosa Ozmo immerso nei fogli e disegni. A pochi metri da lui una parete bianca e luminosa attende che l'artista inizi la sua creazione. Gionata è tornato a Pisa per lasciare un segno ma anche per promuovere un evento di altissimo carattere culturale: la mostra “Donne Cavalieri Incanti Follia” viaggio attraverso le immagini dell'Orlando Furioso a cura della Scuola Normale Superiore. Un percorso espositivo sulla fortuna figurativa del poema ariostesco visitabile dal prossimo sabato, 15 dicembre. Mostra ospitata nelle stanze dell'edificio SMS e di cui l'opera di Ozmo diventa, di fatto, parte integrante.

Succede che gli amici, in un modo o in un altro, ti convincano a tornare nel momento in cui, professionalmente e mentalmente, sei più lontano dalle tue radici. Per nostra fortuna in questo caso è successo a Ozmo. Allora, approfitti della sua fugace visita per fargli alcune domande e trascorrere qualche ora ad ammirare la sua arte. La prima domanda è sulla scelta del sottofondo musicale. Ozmo scorre i titoli degli album nello schermo del suo iphone. – Musica afro-caraibica. Contaminazione. Calipso. Ascoltiamoci rhum and coca cola, un classico di questo genere musicale. Mi piace molto. E poi c'è l'ambivalenza del titolo. I rhum and coca cola erano gli occidentali statunitensi, spendaccioni avversi al rhum puro che diluivano con la famosa bevanda. Così i rhum and coca cola apparivano agli occhi dei nativi caraibici.

Oppure, con il termine rhum e coca cola venivano bollate le prostitute, giovani e meno, che vendevano il proprio corpo agli stessi occidentali. È un brano che lascia al suo ascoltatore la possibilità di scegliere l'interpretazione che preferisce …. tanto, alla fine, i soldi sono sempre degli stessi. – Gionata è salito sull'impalcatura, agilmente. Non è più il giovane writers pisano. Ma l'artista apprezzato dalla critica di mezzo mondo. – I writers sono un'avanguardia artistica, specializzata e illegale. Io sono uno street artist che è entrato nei musei, partendo da quel tipo di formazione. – Nelle opere di Ozmo ci sono ben visibili tratti tipici ed inconfondibili del suo stile, come ci sono delle fonti d'ispirazione imprevedibili. – Devo tanto a Gipi. Gianni mi ha insegnato molto. Comunque tutto è fonte d'ispirazione, prendi ad esempio Bruno, il custode del SMS, ha un anello gigante. Con una testa di leone. La citazione del leone è uno spunto fantastico che voglio utilizzare in questo mio lavoro. Bruno è la testimonianza vera di questo posto e, non per piaggeria, mi piace che contribuisca con qualcosa di suo a quest'opera.- Succede che anche un oggetto semplice come un anello da metallaro diventi un opera d'arte, è successo per mano di Ozmo. Muri, facciate di palazzi a Roma, Milano, New York, Londra, L'Avana e tanti altri posti ancora portano la firma Ozmo. Succede che se gli chiedo quale sia lo spazio ideale per dipingere lui mi risponda così: – Il più astratto in assoluto, lo spazio dell'idea. 

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