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Pace: tre giorni in ricordo di padre Ernesto Balducci Cultura

E a padre Balducci è dedicato un convegno nazionale che per tre giorni farà tornare Firenze al centro del confronto sulle frontiere della pace, interpretate secondo tre aspetti collegati: la memoria, l’attualità, le prospettive. L’iniziativa è di “Testimonianze” – la rivista fondata nel 1958 dal padre scolopio nato, e sepolto, in Santa Fiora di Grosseto – ed ha il sostegno di Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze, Coordinamento nazionale enti locali per la pace e i diritti umani. In due giorni – e in luoghi “simbolo” della Firenze della cultura, del dialogo e del confronto – si succederanno una trentina di relatori: previste anche letture, interventi musicali, interviste video. Il terzo giorno (domenica 25 novembre) alle ore 21 nella chiesa di Santo Stefano al Ponte Vecchio concerto di Ginevra Di Marco (“L’amore non si canta”) con interventi di Paolo Hendel e Severino Saccardi.

Nel presentare l’iniziativa, Severino Saccardi (direttore di “Testimonianze”) ha fatto proprio l’appello di Emergency per “l’immediato cessate il fuoco nei territori di Israele/Palestina e perché l’Unione Europea dimostri di meritare il Premio Nobel per la Pace appena ricevuto promuovendo un processo di pace che abbia come obiettivo immediato il rispetto dei diritti umani delle popolazioni civili”. Stefano Fusi, consigliere in Provincia di Firenze, ha sostenuto la necessità di “riattualizzare la lezione di Ernesto Balducci” sottolineando anche l’importanza del ruolo svolto dalle città e dagli enti locali nell’apertura alle vicende della globalità.

La sessione inaugurale del convegno è ospitata (venerdì 23 novembre ore 16) nell’auditorium di SantaApollonia (in via San Gallo). Parleranno Enrico Rossi, Ludovico Grassi, Vito Mancuso, Severino Saccardi con tavola rotonda, introdotta e coordinata da Simone Siliani, che prevede gli interventi di Lucio Caracciolo, Pier Luigi Di Piazza, Marcello Flores, Maurizio Maggiani e Melita Richter, sociologa e scrittrice, nata a Zagabria.

Il confronto, venerdì, è sulla memoria (“Chi ricorda il 1992? A 20 anni dalla guerra nella ex Jugoslavia“): la memoria di conflitti che, dal 1991, insanguinarono terre così a noi vicine. Da notare che il 1992 si ricorda – e il convegno ha anche questa caratteristica – per la scomparsa, il 25 aprile, di Ernesto Balducci in seguito a un grave incidente stradale.  L’altro motivo di ricordo è il trentesimo anniversario del convegno, il primo, organizzato dalla rivista di Balducci proprio con il titolo su cui si svolge l’iniziativa contemporanea (“Se vuoi la pace prepara la pace“): evidente contrapposizione alla locuzione latina “Si vis pacem, para bellum” (“Se vuoi la pace, prepara la guerra“).

La mattina di sabato 24 novembre (ore 9:30) il convegno è ospitato in Sala “Luca Giordano” di Palazzo Medici Riccardi, con una sessione dedicata alla attualità: una attualità (“Mediterraneo e non solo: un mondo in rivoluzione“) che inevitabilmente non potrà non partire dallo scandalo della guerra e delle ingiustizie nel Vicino Oriente. Dopo l’introduzione di Andrea Barducci e Giuseppe Vettori, la tavola rotonda – coordinata da Stefano Fusi – vedrà Vannino Chiti, Renzo Guolo, Rodolfo Ragionieri, Giuliana Sgrena insieme a Samia Kouider, Leila El Houssi ed Erfan Rashid, testimoni diretti, questi ultimi, delle realtà nord africane e mediorientali.

Il pomeriggio di sabato 24 novembre (ore 16) il convegno si sposta in Palazzo Vecchio (“Salone de’ Dugento”) con centralità sulle prospettive (“Le sfide delle città-mondo negli anni duemila“). Introduzione di Roberto Mosi e Matteo Renzi; tavola rotonda, guidata da Flavio Lotti, con Roberto Balzani, Rosa Maria Di Giorgi, Piero Fassino, Lia Giovannetti Beltrami, Massimo Livi Bacci, Stefano Pisani e Cecile Kasethu. Conclusioni affidate a don Andrea Bigalli.

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