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Padre riabbraccia le 4 figlie sottratte dalla madre Cronaca

Sono rientrate tutte in Italia le quattro sorelle contese dai genitori – padre di Firenze, madre australiana separati dal 2007 – dopo una difficile causa di affidamento internazionale e dopo che il tribunale di famiglia di Brisbane ne aveva deciso il rientro. Dopo il primo arrivo delle due sorelle piu' piccole, di 9 e 11 anni, ieri sera a Fiumicino, oggi pomeriggio sono arrivate a Roma le ragazze piu' grandi, di 13 e 15 anni. Ad attenderle il padre, Tommaso Vincenti, 35 anni, di Pontassieve (Firenze). Le sorelle hanno viaggiato separate dopo che ci sono stati alcuni momenti di tensione all'aeroporto di Brisbane: la seconda figlia si sarebbe rifiutata di imbarcarsi sul volo fissato e pertanto le autorita' australiane hanno disposto di farla viaggiare in un volo successivo. In realta', a Fiumicino, le quattro sorelle sono apparse tranquille, anche le due piu' grandi. Con il padre si sarebbero poi dirette in Toscana. Secondo quanto si apprende dall'avvocato Elena Zazzeri di Firenze – che assiste nella causa di separazione Tommaso Vincenti – negli ultimi tempi in Australia, le quattro ragazze vivevano in una casa-famiglia su disposizione dell'autorita' giudiziaria che le ha sottratte alla madre. Ora, in Italia, la loro vicenda tornera' al vaglio del tribunale dei minori di Firenze che quasi sicuramente, nell'ambito della causa di separazione tra i loro genitori, rivedra' il provvedimento di affidamento condiviso delle quattro figlie. Nel 2010, infatti, la madre, Laura Garrett, 32, in Italia per stare con le figlie in vacanza, architetto' una fuga in Australia portandole con se' senza farle rientrare a Firenze. Il tribunale di famiglia in Australia aveva stabilito che la madre non aveva ricevuto un valido consenso dall'ex marito quando era partita dall'Italia con le figlie violando della Convenzione dell'Aia contro il sequestro di minori. Mercoledi' scorso il tribunale ha quindi ordinato che le ragazze rientrassero in Italia il prima possibile. In Australia la madre ha dichiarato di non voler tornare in Italia per paura di essere perseguita penalmente per sequestro di minori, ma durante l'udienza il padre e' stato contattato e si e' impegnato a non avviare alcuna azione legale contro la donna. La nonna materna delle ragazze ha detto ai giornalisti che la battaglia di affidamento internazionale ''non e' finita'' ed ha aggiunto che la madre e' troppo impaurita per recarsi in Italia e non ha soldi per il viaggio. ''Se tornasse in Italia non avrebbe dove alloggiare e ogni persona a Pontassieve e' avvelenata contro di lei'', ha detto la nonna.

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