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Padule di Fucecchio, appello di Italia Nostra alla Regione Ambiente

Firenze – Tempi grami per il Padule di Fucecchio, che sembra avviarsi, dice Italia Nostra in una nota, verso una grossa crisi, dovuta a vari fattori e ad alcune pesanti rinunce degli Enti di supporto,  che ne stanno profilando un oscuro, triste destino.

“Ricordiamo che il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio svolge, da oltre venti anni, un’importantissima attività attraverso conferenze, didattica per le scuole e concorsi – ricorda la nota dell’associazione ambientalista –  tutto è realizzato egregiamente da poche persone (2 soli dipendenti del Centro e alcuni volontari). Le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente, WWF, oltre che alcune associazioni venatorie, hanno sempre sostenuto il Centro e le attività svolte attraverso una serie di collaborazioni, cosa che, senza alcun dubbio, la sezione Medio Valdarno Inferiore di Italia Nostra continuerà a fare”.

Una situazione economico finanziaria, quella del centro, che, come spiega la presidente di Italia Nostra Toscana Maria Rita Signorini, è stata fortemente complicata dalla sopraggiunta mancanza “dell’indispensabile contributo della Provincia di Pistoia, oltre al ritiro della propria presenza di alcuni Comuni della Val di Nievole. Come si può immaginare un eventuale mancato intervento decisivo, primo fra tutti e di vitale importanza dovrebbe essere quello della Regione, porterebbe al termine delle attività lavorative dei tecnici e, di conseguenza, a un desolante scenario con la chiusura del Centro di Ricerca”.

 Il Padule di Fucecchio ha un’estensione di circa 1800 ettari, divisi fra Provincia di Pistoia e Provincia di Firenze; se pur ampiamente ridotto rispetto all’antico lago-padule che un tempo occupava gran parte della Valdinievole meridionale, rappresenta tuttora la più grande palude interna italiana. Il Centro di Ricerca è stato fino a oggi l’Ente preposto a prendersi cura di tale area, con risultati d’indiscussa eccellenza,  con l’operato di persone capaci ed esperte del settore. “Da evidenziare resta l’esperienza di gestione del Centro per la sua originalità – si legge nella nota diramata dalla presidente Signorini col Consiglio della sezione d’Italia Nostra Medio Valdarno Inferiore – partecipazione, forte connotazione pubblica ed efficacia (attività di conservazione, educazione ambientale, promozione della cultura locale e molto altro) debba costituire un modello di riferimento per la Regione Toscana che si appresta ad assumere la gestione delle Riserve Naturali. L’auspicio è che tutte le associazioni assicurino il proprio sostegno, come hanno sempre fatto, ma dobbiamo ricordare che tutelare il Padule di Fucecchio, zona umida d’interesse internazionale, deve rappresentare una priorità della pubblica amministrazione e in primo luogo della Regione, che deve anche attuare i propri impegni programmatici, che prevedono l’ampliamento dell’area protetta (PAER 2013-2015)”.

 “Il nostro appello va a tutte le autorità – conclude la nota – Comuni, Province e, soprattutto la Regione Toscana: un aiuto ora è necessario, indispensabile, oggi più che mai”.

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