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“Pain & Gain – Muscoli e denaro”, il sogno americano sotto steroidi Cinema

Miami, 1995. Daniel Lugo è un personal trainer stufo della propria vita e alla ricerca del sogno americano. Insieme ad un suo amico, Adrian Doorbal, e ad un piccolo criminale convertito, Paul Doyle, decide di cambiare la propria vita tentando di rapire Victor Kershaw, un ricco quanto losco uomo d'affari sudamericano. Riusciti ad accedere a tutti i soldi dell'uomo il trio si darà alla bella vita ma le cose andranno presto di male in peggio per la gang di neo-criminali che tenteranno di truffare altri personaggi finendo per lasciarsi dietro una scia di corpi. Kershaw riesce però a salvarsi dal goffo tentativo di omicidio dei tre e ingaggia il detective privato Ed Du Bois per incastrare i criminali.

Il nome di Michael Bay è oramai sinonimo di budget grandiosi, inseguimenti ed esplosioni, tante esplosioni. Con una carriera iniziata nel mondo dei videoclip degli anni Novanta la sua estetica ne è stata profondamente segnata diventando sempre più patinata, dai colori forti e con un abuso ossessivo di slow-motion. Bay è spesso stato criticato per il suo fare tirannico sul set come pure per la sua capacità registica che si basa principalmente sul fare esplodere qualsiasi cosa si trovi nel quadro. Con “Pain & Gain – Muscoli e denaro” il regista americano si cimenta con un prodotto decisamente diverso da quelli che lo hanno visto recentemente impegnato – si veda l'intera saga di “Transformers” per cui è attualmente impegnato a girare il quarto capitolo – un film decisamente insolito che non si può solo etichettare come dark comedy ma come qualcosa di più. Ispirata alla storia vera della "Sun Gym Gang" di Miami, il film diventa una metafora della ricerca sfrenata del sogno americano, un illusione che spinge ogni giorno milioni di persone a cercare il successo e il denaro.

L'aspetto fisico diventa così la via da percorrere per raggiungere il successo. “Non sei nessuno se non sei bello e muscoloso”, diventa il motto del protagonista Daniel Lugo, un personal trainer dalle ambizioni sfrenate. Infatti non gli basta avere successo nel proprio lavoro ma vuole avere di più, vuole essere un vincente in tutti i sensi e questo coinvolge anche il denaro, da sempre il motore di ogni storia di rivalsa e, come spesso succede, fallimento. La ricerca della bellezza, tra steroidi e lampade abbronzanti, gli permette così di entrare nelle grazie di Victor Kershaw, colombiano che ha fatto i soldi grazie alla ristorazione e che nasconde un patrimonio all'estero, che diventa così la sua nemesi, il nemico anti-americano, brutto e poco muscoloso che però ha successo grazie al denaro. Ma le cose non vanno mai come sperato e il suo sogno americano si infrangerà sui pericoli che il denaro porta con se, la droga e il sangue.

Costruito con una netta bipartizione segnata dall'arrivo del personaggio di Ed Harris, il detective Ed Du Bois, il film salta da un personaggio all'altro che ci raccontano con la loro voce le esperienze che li hanno portati a quel punto come se stessimo ascoltando le loro deposizioni durante il processo cui i tre saranno sottoposti nella parte finale del film. Un gruppo di protagonisti eterogeneo ma più che adatto alle loro parti da Mark Wahlberg al wrestler Dwayne “The Rock” Johnson fino a Tony Shalhoub (il detective Monk della televisione) ed Ed Harris. Eppure nonostante i grandi nomi che partecipano al film, “Pain & Gain – Muscoli e denaro” non è il solito film di Michael Bay, l'azione latita (e ciò non è affatto un male, anzi) e l'attenzione è puntata maggiormente sui personaggi e sulle loro ambizioni, sottolineate proprio dalla narrazione in prima persona. Questa pacata rilassatezza di buona parte della pellciola non mette però in secondo piano lo stile patinato e pubblicitario di Bay. La messinscena è barocca e sottolinea al meglio un mondo illusorio dove tutti vivono ossessionati dalla bellezza fisica e dal proprio corpo.

Dopotutto l'esperimento low-budget di “Pain & Gain – Muscoli e denaro” si può dire più che riuscito, un film nuovo nella cinematografia di Michael Bay che diverte con alcuni momenti di cocente humor nero e che riesce a colpire per la sempre ottima capacità stilistica del regista che si presta a qualche virtuosismo stilistico grazie all'ottima fotografia di Ben Seresin, già collaboratore di Bay in “Transformers – La vendetta del Caduto”. Un film che in fondo fa sue le parole del protagonista e per una volta tenta di essere come gli altri piuttosto che meglio di loro.

Regia: Michael Bay
Sceneggiatura: Christopher Markus, Stephen McFeely, Scott Rosenberg
Genere: Azione/Commedia
Nazione: USA
Durata: 130'
Interpreti: Mark Wahlberg, Dwayne Johnson, Anthony Mackie, Tony Shalhoub, Ed Harris, Bar Paly, Rob Corddry, Rebel Wilson, Ken Jeong, Yolanthe Cabau
Montaggio: Tom Muldoon, Joel Negron
Fotograia: Ben Seresin
Produttore: Paramount Pictures, De Line Pictures, Platinum Dunes

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